Amore, passione e sudore. Avellino missione compiut…”A”

Amore, passione e sudore. Avellino missione compiut…”A”

Un finale di stagione al cardiopalmo. Non per i deboli di cuore. Se si può riassumere la giornata di sabato in un solo termine, quello giusto, sarebbe rocambolesco. Da Livorno a Varese risultati che hanno donato nelle mani dei lupi i playoff. L’Avellino, ora come ora, ha la possibilità di giocarsi la massima serie. Poco importa quale sarà la posizione o se sarà in casa o no. L’Avellino c’è. Pronta a lanciare il cuore oltre l’ostacolo. In un campionato folle dove l’Avellino, di Massimo Rastelli, ha conquistato un traguardo storico in tutti i suoi aspetti. Un successo inimmaginabile se si torna indietro con la mente, basti pensare, che il 22 maggio del 2010, questa società, era a Matera a giocarsi lo spareggio con la Rossanese. Erano i tempi del fango, della polvere. Un successo coniato da una società passionale e innamorata. A partire dal primo tifosi, il Presidente Taccone, che tra critiche, sorrisi e gioie è andato avanti convinto delle proprie idee. Anche controcorrente, alcune volte. Per passare ai due direttori, Enzo de Vito e Massimiliano Taccone. Entrambi che hanno lavorato sottotraccia ed in silenzio regalando al mister calciatori, scommesse vinte o perse, non importa. Ognuno di loro ha dato qualcosina alla squadra. Ma poi il grande ringraziamento va all’artefice di questo tassello incastonato nella storia dell’Avellino. Massimo Rastelli. Prima calciatore e poi condottiero. Partito dalla polvere della Serie D, con il Solofra. Uomo, calciatore e tecnico innamorato di quel terreno verde e di quella sfera. Nel suo destino diverse promozioni. Da tecnico ha legato il suo nome alla Juve Stabia, Portogruaro fino a giungere all’ombra del Partenio. Era il 28 maggio 2012 quando il tecnico di Torre del Greco venne presentato. Una frase viene alla mente pensando a quella presentazione: “I miei ragazzi devono dare l’anima dal 1′ al 95′. Il pallone in ogni contrasto deve scoppiare. Ma la maglia va sudata”. Parole che ancora oggi risuonano nell’ambiente biancoverde. Rastelli, ormai, diventato un simbolo di sportività, lealtà e umiltà. Come vadano i playoff, è lui, l’uomo giusto per l’Avellino da qui al futuro. Un piccolo Giammarinaro? Si spera, ma è sulla buona strada. La squadra si godrà ventiquattro ore di pausa. Da domani si torna a sudare. C’è il Brescia, non una partita inutile. I lupi non possono più ambire al quinto o sesto posto ma deve fare di tutto per blindare il settimo. E’ risaputo che i play off sono una lotteria e qualunque squadra arrivi tra Vicenza, Bologna, Spezia o Perugia sarà una battaglia. Ma l’Avellino sarà la mina vagante perché non ha nulla da perdere…Missione compiut….”A”.

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