ANALISI – Una debacle che servirà da monito per il futuro. Le critiche? Stanno a zero…

ANALISI – Una debacle che servirà da monito per il futuro. Le critiche? Stanno a zero…

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Anno nuovo vita nuova. Ma soliti criticoni di turno. L’Avellino di Attilio Tesser inciampa alla prima di campionato. Non è bastato il cuore, stavolta, per vincere il derby contro la Salernitana. Il nuovo Avellino fa storcere il muso a qualcuno, ma ora come ora è un po prematuro per esprimere giudizi in merito. E’ vero i biancoverdi escono dall’Arechi a testa bassa e con le ossa rotte. Ma a tratti è venuta fuori quella squadra bella e gagliarda vista nel pre campionato. Nella prima frazione di gioco, Arini e compagni, hanno tenuto testa ai granata. E non solo. Anche i primi dieci minuti del secondo tempo sono stati di grande intensità. Ma con il macinare di minuti la squadra è calata vistosamente porgendo il fianco alle iniziative granate. E’ mancato, pure, quel pizzico di cattiveria sotto porta per conquistare un pari, meritatissimo.

Torre sù torre giù – Tra i migliori in campo c’è Antonio Zito. Una spina nel fianco della retroguardia granata. Giocatore ritrovato, finalmente. La cura Attilio Tesser comincia a dare i suoi frutti. Il mediano partenopeo danza palla al piede e, quando c’è spazio, prova la conclusione in porta. Corsa, sudore e “cazzimma” al servizio della squadra. Nella torre sù va anche Mariano Arini. Lottatore in campo ed in conferenza stampa. Prova di spessore per il medianaccio dei lupi. Lotta con il coltello tra i denti in fase difensiva e, quando può, cerca di creare in fase offensiva. Spirito guerriero anche per Davide Biraschi. Esordio assoluto, in cadetteria, per il classe ’94. L’ex Grosseto non tira mai indietro la gamba. Gioca una gara di grande intensità. Si arrende solo alla stanchezza fisica che lo costringe al cambio. Prova incolore, invece, per i due terzini: Pietro Visconti e Milan Nitriansky. Ancora una volta, entrambi, hanno deluso le aspettative. Svariati sono state le sbavature commesse dal duo biancoverde. In settimana, il tecnico, dovrà rivedere i suoi piani o quanto meno correggere qualcosa. In sintesi c’è tutto un campionato, siamo solo alla prima, vietato fare drammi.

Sconfitta da sprone – Si ripartirà dalle ossa rotte dell’Arechi. Si perché una sconfitta del genere deve servire da monito. Dovrà essere un monito per il futuro. Servirà concentrazione e cattiveria sotto la porta, ma soprattutto avere la lucidità che gli errori si pagano e, pure a caro prezzo. Conterà ripartire, fin da subito, spingere sull’acceleratore già dalla gara contro il Modena. La maglia sudata, i risultati e la voglia di cancellare questa sconfitta dovranno essere i fattori cardini per preparare al meglio la prossima gara di campionato.

Alibi e non… – Nel post gara, il tecnico dei lupi, ha dichiarato “Se avessi avuto Castaldo avrei vinto la partita”. E allora? Tutti a criticare questa affermazione. Ma chi in cuor suo non ha detto la stessa cosa? Tutti innocenti, tutti puri di cuore ma soprattutto pronti a criticare. Che bello sport “la critica gratuita”…

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