Avellino che squadra sei? Grande con le piccole e piccola con le grandi

Avellino che squadra sei? Grande con le piccole e piccola con le grandi

L’Avellino di oggi non è di sicuro l’Avellino di inizio campionato. Tesser, dopo una partenza da brivido, grazie alla sua grande esperienza è riuscito a dare maggior compattezza e cattiveria alla squadra correggendo errori grossolani e cambiando uomini e ruoli dove è servito. Se all’inizio di stagione questa squadra era “diversa” non bisogna negare che lo erano anche gli obiettivi. Una squadra creata per raggiungere i play-off che aveva sfiorato due anni prima e li aveva giocati da protagonista in quella appena conclusa, non può non aver iniziato l’anno con quell’obiettivo. Anche il mercato lo aveva certificato trattenendo giocatori importanti e acquistando nomi del calibro di Tavano. Ora ci ritroviamo alla quattordicesima giornata a dover rilevare che l’Avellino fino ad adesso è una squadra grande con le piccole e piccola con le grandi. Un’analisi del cammino dei biancoverdi fino ad oggi ci rileva infatti che le sconfitte sono arrivate tutte con squadre di alta classifica, escluso il derby con la Salernitana che fa partita a sé. Cagliari, Bari, Vicenza, Crotone e Pescara non sono alla portate dei lupi di questo inizio di stagione. La squadra in molti casi regge, gioca bene, meriterebbe anche qualcosa in più ma al triplice fischio dell’arbitro la differenza in classifica pesa e si nota.

Quando l’avversario è poco più sopra in classifica al massimo ci scatta un pareggio: Novara, Brescia, Livorno, Spezia ne sono la prova.

Mentre quando incrociamo il cammino della compagini che stanno trovando grandi difficoltà facciamo la voce grossa e tutto va al suo posto. La vittoria infatti arriva contro tutte formazioni che navigano nella parte bassa della graduatoria: vedi Modena, Ascoli, Ternana e l’eccezione Latina che viaggia sugli stessi ritmi dell’Avellino.

Se vuoi essere grande devi battere le grandi, in quel caso i punti varranno il doppio. Altrimenti parliamo di un campionato diverso da quello pianificato in estate in cui l’obiettivo diventa salvezza. In questo caso i numeri e gli scontri diretti al momento danno ragione all’Avellino: per la salvezza ci siamo… almeno per quella si.

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