Avellino, solo due parole: #onoratela e #vincete

Avellino, solo due parole: #onoratela e #vincete

#onoratela e #vincete. Non ci importa come. Ma fatelo. Fatelo se volete ridare il sorriso ad una piazza che dopo aver sognato per due anni consecutivi ed essersi esaltata in estate, non può essere adesso umiliata da prestazioni tra alti e bassi e da un penultimo posto in classifica. Il tempo degli onori è finito. Lo avevo scritto dopo l’ultimo risultato deludente, in casa, contro il Brescia. Dall’illusione di Livorno, si è tornati indietro di nuovo nel tempo. Le responsabilità sono da ascrivere a tutti, tranne che ai tifosi. A quei 200 che oggi faranno altri 1600 chilometri tra andata e ritorno, per poter vedere la propria squadra giocare. E magari vincere. Lo slogan #piùperdipiùtiamo non ci piace più. Noi vogliamo vincere, perchè non siamo da C. Non lo siamo come hanno cantato i tifosi contro il Brescia e non lo saremo mai. Solo una cosa può salvare Tesser e i suoi uomini da ulteriori critiche feroci. A noi del turn over non ce ne frega niente. In campo 11 loro e 11 noi. La foto, in evidenza, risale a qualche mesetto fa. Tra alti (parecchi) e bassi (pochi ma discutibili) quella squadra sbancò La Spezia contro ogni pronostico. Proprio come la sfida di oggi. Si, proprio come oggi. In caso di risultato positivo bisgnerà continuare a dare continuità di risultati contro l’Ascoli in casa, martedì sera. Ma se si perde, rifondazione subito. Inutile aspettare a martedì. Si prolungherebbe solo una inutile agonia di una squadra e di una piazza che non è da C. Assunzione di responsabilità, quindi. Giocate col cuore. Perchè quella che si indossa è una maglia pesante. Pesante. Appunto. Che ha una storia e che ha una tradizione. #onoratela, quindi. E #vincete. Non ci interessa come. Ma fatelo. Adesso. Oggi.

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