Caro Michele, chi infanga non merita rispetto

Caro Michele, chi infanga non merita rispetto

L’avete fatta fuori dal vaso. Errare è umano, ma perseverare è diabolico. Già dopo i fatti di Catania, su Sportitalia, c’erano stati i primi sintomi di un mal di pancia assurdo. Direttamente dal Bar Broadway, alla presenza di uno dei rappresentanti della Sud, il giornalista irpino aveva permesso che l’intera tifoseria fosse attaccata miseramente da studio, senza aver il diritto di replica. Ma ieri sera è arrivato il bis. Già qualcosa era accaduta nel pomeriggio con un articolo (chiamiamolo così) a firma di Alfredo Pedullà sul suo sito (lo riportiamo integralmente sotto). A parte l’italiano, con punteggiatura piazzata a caso e senza nè capo e nè coda, l’esperto di mercato di Reggio Calabria ha messo sul banco degli imputati il diesse De Vito e la società. Premesso che personalmente non ho capito il senso dell’articolo (chiamiamolo ancora così) e quello scritto è tutto decisamente sbagliato, facciamo delle riflessioni. A Crotone, Ursino, ha creato una squadra di giovani in prestito. Carò Pedullà, specialista di calciomercato, dovresti sapere quanto ha guadagnato fino ad ora l’Avellino sulle cessioni di Zappacosta, Izzo, Bittante. Non erano prestiti questi, erano compartecipazioni. Ma al di là di tutto resta la vergogna dell’infamante attacco senza diritto di replica. E poi, accostare di nuovo l’Avellino al calcioscommesse sulla gara di Catania. In tv si può dire quel che si muove ma la magistratura sta facendo il proprio lavoro. Per ora, sia il procuratore che il questore, hanno escluso un coinvolgimento dell’Avellino calcio.

E poi Michele Criscitiello. Avellinese purosangue, irpino di nascita. Caro Michele, non serve il sorriso. Serve difendere la propria sdignità e la propria città. Specie se gli atti della procura, per ora, confermano che l’Avellino è parte lesa. A questo punto ci vien da pensare che fosse tutto organizzato. Chissà perchè, il tutto, a pochi giorni dalla presentazione della squadra al Campo Coni con la regia di Sky e di Gianluca Di Marzio. Un risentimento? Pensarlo è un’offesa all’intelligenza caro Michele. Perchè Sky e Sportitalia non possono essere messe sullo stesso piano.

E’ come organizzare un’amichevole tra il Pollenatrocchia (non si offenda nessuno) e il Barcellona. Non ci si può risentire per una cosa del genere. Capiamo i tuoi interessi televisivi, ma senza offesa e lo ripeto, Sky e Sky e Di Marzio è Di Marzio.

O pensavi davvero che si poteva mettere sul palco il reggino Alfredo Pedullà? Ma dai, non scherziamo. Pedullà, l’esperto di mercato, deve fare il mercato. Mica il presentatore. E poi un’altra parentesi. Non mettiamo nemmeno in dubbio la forza di Sportitalia. Ma tecnicamente, l’ultimo collegamento dal Bar Broadway sembrava un collegamento dalla Luna. Scarsa qualità dell’immagine, audio che andava e veniva. Dai, non prendertela.

Avete fatto una brutta figura. Una di quelle che il popolo irpino non dimentica. Noi, e dico noi, siamo contadini. Dovresti saperlo. Teniamo a “scarpa rotta e o cereviello fino”. Spiegalo anche al reggino Pedullà.

Avellino non si scorda. Avellino è appartenenza. Avellino è sofferenza. Avellino è orgoglio. Quello che hai perso tu. Tanti anni a Milano con il reggino Pedullà ti hanno cambiato. Ricordalo quando verrai al Partenio-Lombardi. Ricordati di non portare la sciarpa. Quella è appartenenza. Quella è sofferenza. Quella è orgoglio. Chi la porta al collo è obbligato sempre a difenderla. Non a sputtanarla per interessi poco chiari.

Ciao Michele. Salutaci il reggino. Avellino, invece, te la saluto io.

L’articolo di Pedullà tratto dal suo sito web alfredopedulla.com

Tifiamo anche per Enzo De Vito, un direttore sportivo che deve fare giocoforza bene con l’Avellino. Altrimenti dovrebbe ripartire dalla Lega Pro, non sono arrivate offerte degne di nota da club di A e B. E quindi non gli resta che spingere con l’Avellino, nella speranza che ci sia feeling con la proprietà, che possa avere carta bianca, che faccia scelte illuminate e non improvvisate. La serie B è un bel trampolino: se fai bene ti notano e ti propongono il salto; se pensi di aver fatto bene e non ti chiamano, significa che quella è la tua dimensione. La meritocrazia, però, spesso è una sconosciuta. Ci perdoni De Vito, ma aCrotone c’è un direttore sportivo che da anni non sbaglia mosse, pur non avendo lo stesso budget del suo collega irpino e pur non potendo permettersi ingaggi da 200 mila euro netti a stagione. Parliamo di Beppe Ursino, apprezzatissimo nelle stanze che contano: allora sì che in quel caso la chiamata, forse, arriverà. In nome della meritocrazia.

 

Precisazione del presidente Walter Taccone:

 

“Premesso da parte dei giornalisti il diritto di divulgare liberamente il proprio pensiero attraverso gli organi di informazione, purchè sia sempre nel rispetto di ciascun individuo, intendo precisare che fino a quando sarò presidente dell’U.S. Avellino, il “nostro” Enzo De Vito, stimato professionista, direttore sportivo, nonchè avvocato con interessi imprenditoriali in provincia, lavorerà con questo club, pur avendo ricevuto lusinghe da altre società, anche di categoria superiore alla serie B”

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