Caso Insigne: era solo grinta andata di traverso

Caso Insigne: era solo grinta andata di traverso

Luogo: Partenio-Lombardi. Orario: minuto 55 di Avellino-Pro Vercelli. Imputato: Roberto Insigne. Reato: aver rivolto parole di dissenso all’allenatore per la sostituzione con Gigi Castaldo. Questo il caso al termine del match vinto contro la Pro Vercelli a cui Attilio Tesser in conferenza stampa, da allenatore navigato qual è non aveva dato peso. Oggi durante l’allenamento, a porte aperte al Partenio-Lombardi, ha addirittura calato l’asso del professionista chiamando il giocatore a se e chiarendo la questione sotto braccio. Troppo clamore per un banale nervosismo che ogni atleta ha in corpo, specialmente durante i periodi difficili come quello che sta passando l’Avellino. Il giovane biancoverde vuole fare bene in biancoverde e dopo essere stato preferito a D’Attilio nel match contro il Trapani voleva riscattarsi. Lo zero a zero fino a quel momento era un risultato pesante e il non aver influito sul match in modo decisivo un rimpianto troppo grande. Qualcuno direbbe voglia di far bene e attaccamento alla maglia, una sorta di grinta andata di traverso perchè non venuta fuori in campo come il giocatore voleva. Tesser ha messo tutto a tacere con una passeggiata sotto la tribuna Terminio e con un braccio sulla spalla davanti agli occhi di chi assisteva all’allenamento. Giusto cosi. I piccoli problemi come questi, se di problemi si può parlare, si risolvono nello spogliatoio e con una passeggiata. Insigne serve all’allenatore come servono le prestazioni   ad alti livelli di tanti giocatori, ma sopra ogni cosa serve la grinta, quella grinta da mettere in campo ogni domenica per evitare, ad oggi, un epilogo che in molti non vogliono sentire neanche nominare.

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