Il dopo Cittadella: l’analisi in sei punti

Il dopo Cittadella: l’analisi in sei punti

AVELLINO – Si può dire tutto ma la situazione non è stata gestita bene.

Primo: da uno come Millesi che veste anche la fascia da capitano non ti devi assolutamente aspettare che zittisca i propri tifosi dopo un primo tempo scialbo.
Secondo: il mancato saluto alla Curva Sud e a tutto lo stadio, che comunque aveva incoraggiato la squadra anche nei momenti più difficili, non è apparsa una scelta azzeccata.
Terzo: chi ha ordinato che i tifosi non dovevano essere salutati ha preso la decisione sbagliata.
Quarto: una vittoria che è arrivata con sofferenza andava sempre festeggiata, non fosse altro per il fatto che consacra l’Avellino nei play-off e chiude definitivamente il discorso salvezza.
Quinto: il faccia a faccia tra Millesi e i tifosi dinanzi la porta carraia a fine gara non è stato esaustivo. Il capitano, forse l’ex capitano perchè dopo questo episodio merita di vedersi sfilata la fascia d’ufficio, non ha ragioni che tengano. Ha sbagliato, doveva chiedere scusa, e il caso si sarebbe chiuso come in una grande famiglia.
Sesto ed ultimo punto: è necessario ricomporre la frattura coi tifosi. Perchè, non dimentichiamolo, dopo tante torture e sofferenze, sono gli unici a poter legittimamente fischiare quando non vedono impegno e perchè pagano il biglietto.
Detto questo, l’Avellino si è fatto male da solo. Battendo un Cittadella mai domo, ben messo in campo, dopo aver sofferto la fisicità dei veneti per 45 minuti e dilagato nella ripresa. Con il gol di Castaldo, le tre occasioni sciupate (due Castaldo e una Izzo), un rigore (forse due) non fischiati. Stavolta l’arbitro non c’entra niente (mediocre la prestazione di Pairetto) ma l’Avellino si è praticamente suicidato con un atteggiamento di rottura con la piazza che fa male. Ma a caldo ogni decisione presa, di solito, è quasi sempre sbagliata. La tifoseria ha la maturità giusta: ne hanno passate di cotte e di crude i supporters biancoverdi. Hanno chiesto con un comunicato (che riportiamo nella pagina precedente in maniera integrale) rispetto e scuse. Perchè al di là di tutto quel coro lo hanno sempre cantato e tutto si può dire tranne che loro non siano mai stati presenti (a Carpi, di martedì, l’Avellino ha giocato praticamente in casa ndr). La notte porta consiglio. Le ultime indiscrezioni parlano di una conferenza stampa da parte della società e del tecnico che potrebbe essere convocata d’urgenza ad ore. Forse anche oggi, visto che la squadra tornerà subito in campo per preparare l’anticipo di Palermo (si giocherà venerdì alle ore 20.30).  L’Avellino è lanciatissimo: ha guadagnato punti sul Lanciano, sul Pescara, sul Trapani. E’ lì in corsa ma la contestazione pacifica è negli occhi di tutti. Ed è anche legittima se si vogliono analizzare le dinamiche. Fa male che la reazione sia arrivata da quella che tutti consideravano ormai una bandiera. Ma Millesi l’ha fatta grossa. Ha perso la testa e la pazienza. Lui che ha vissuto momenti bui del calcio avellinese, sa che i tifosi ci sono sempre stati. Anche quando si perdeva ogni partita. Peccato davvero perchè l’Avellino, oggi, ha perso una grande occasione per trasformare la vittoria in una giornata di festa. Seguiranno sviluppi nelle prossime ore. E saranno di certo positivi.

FONTE (IL CORRIERE DELL’IRPINIA)

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