Taccone e l’incubo portoghesi: caro Presidente, riporti i bambini allo stadio

Taccone e l’incubo portoghesi: caro Presidente, riporti i bambini allo stadio

Fa bene il presidente Taccone a lottare contro i portoghesi. Ma il fenomeno c’è sempre stato caro patron e di certo non lo si combatte con le interviste. Lo si combatte con le strutture, con uno stadio confortevole, con ingressi autonomi e con controlli serrati. Due settimane fa, in occasione dell’ultima gara interna, una collega aveva lanciato l’allarme. In Curva Sud, a pochi minuti dal fischio iniziale, file interminabili nei pressi dell’unico ingresso del settore popolare dedicato agli abbonati. Ora, la domanda sorge spontanea. Come si fa a regolare circa 3mila abbonati in un unico tornello? Non si può, è quasi matematica. E’ normale, caro patron, che poi nel trambusto generale e per motivi di ordine pubblico, considerata la calca e per tutelare l’incolumità delle persone, si decida di bypassare i controlli ferrei adottati in orari tranquilli come le 13.30 e si lasci passare tutti. Non sono di certo i mille abusivi a risollevare le sorti dell’Avellino. Il fenome del “portoghesismo” esiste dappertutto. Dalla A alla serie D. Basta combatterlo, a denti stretti, con forza d’animo, magari con azioni di persuasione. Ci è piaciuta una cosa sabato scorso. Le porte aperte ai ragazzi delle scuole. Magari azioni come queste potrebbero essere ripetute. ogni gara interna. Caro patron, bisogna ripartire da loro. Dai più piccoli, dalle scuole, magari anche materne. Lei è attento al sociale. Ecco, le lanciamo un’idea. Coinvolga il responsabile del marketing in iniziative con il Provveditorato. Indica un concorso. Lanci un’idea. Faccia qualcosa. I grandi si stanno disaffezionando al pallone. Non provano più amore, forse. Le presenze dei 15mila, 20mila, sono solo uno sbiadito ricordo. Forse saranno i risultati, forse sarà la pay-tv, forse sarà la crisi economica che attanaglia una provincia e non dà tregua. Ma lei ha un dovere morale. Coltivare, in qualità di presidente, la passione dei più piccoli. E magari, come ha fatto sabato, “costringere” i papà a tornare allo stadio. Riaccenda la passione presidente. Basta piagnistei. I portoghesi si combattono con un’arma invincibile. Colpendoli al cuore, all’educazione del senso civico. Bisogna colpirli mettendoli di fronte all’atto compiuto. Che accompagnassero i propri figli alo stadio. Una sorte di iniziativa “paghi uno, entri in due”. Si convinceranno anche i ragazzacci sbruffoni: quelli che devono entrare gratis solo per il gusto e lo sfizio di dire io c’ero. Senso civico, educazione e viver civile. Incontri il Provveditorato caro Presidente. Indica un concorso. E riporti i bambini allo stadio. Questa sarà una vittoria. I piagnistei lasciamoli agli altri. Accolga gli studenti d’Irpinia. Li faccia sentire a casa. Ed inviti i loro genitori. Vedrà che la cosa porterà i frutti. I frutti della passione, dell’amore, dell’attaccamento alla provincia. I portoghesi li dovrà stanare pian piano. Ma sono la minoranza. Una minoranza che è sempre esistita. E che non può essere combattuta solo ora. Ci vorrà tempo. E pazienza.

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