EDITORIALE: “Adesso potete pure sparare sulla Curva”

EDITORIALE: “Adesso potete pure sparare sulla Curva”

I plotoni di esecuzione sono schierati. Pronti al comando. Tre-due-uno: fuoco. Potete sparare, tanto non cadranno. O meglio, se lo faranno, sarà sempre a testa alta. Devo essere sincero: non mi aspettavo tanta gente fuori la porta carraia. Ed ho pensato: rimango dentro o esco? Sono uscito e mi sono messo dall’altra parte della strada. Bene. C’era di tutto. Anziani, adulti, giovani, meno giovani, qualche bambino. Una rassicurazione: i pliziotti non erano schierati in tenuta antisommossa. Non avevano i caschi, i manganelli erano riposti al loro posto. Quella di oggi era una contestazione pacifica. Anche legittima. Nella vita, come nel pallone, benedetto pallone, il saluto non si nega a nessuno. Nemmeno al peggior nemico, dice un vecchio proverbio. Bene. Sportavellino, volutamente, non metterà immagini della contestazione. Non serve, anche perchè non c’è nessuno scoop da fare. C’è stato solo un colloquio pacifico, e legittimamente animato, tra Millesi e alcuni rappresentanti del Direttivo della Curva Sud. Hanno chiesto spiegazioni su quel gesto del calciatore prima alla Terminio e poi il mancato saluto alla Curva. Ho letto persino attentamente il Comunicato della Curva Sud. Che condivido e trascrivo a piene mani consapevole di poter passare per quello che sta sempre dalla parte sbagliata. Si, ancora una volta, sono dall’altra parte del marciapiede. E lo sono stato per mezz’ora, dopo aver terminato il mio lavoro da radiocronista e cronista. Sarò pure una voce fuori dal coro dell’informazione, ma chi mi conosce sa che sono schierato. Dalla parte dei tifosi, sarò sempre e comunque. Anche stavolta. Perchè anche stavolta non hanno sbagliato. Il voltare le spalle alla Curva ed andare via è stato un errore. Specie dopo la vittoria che è arrivata per sancire la salvezza. La notte porta consiglio e sono sicuro che il presidente Walter Taccone ed il figlio Massimiliano, hanno l’esperienza giusta ed il carisma, per uscire anche da questa situazione che sembra quasi paradossale. Vi confesso una cosa. Mentre uscivo, ho visto il tecnico del Cittadella circolandato da alcuni dirigenti che sorpreso si chiedeva: “Ma che sta succedendo. E’ tutto vero?”. Si caro mister è tutto vero. Perchè solo questi tifosi sanno cosa significa veder cancellata la propria storia in un puff. Hanno chiesto rispetto. E si aspettano delle scuse. Nella vita si può sbagliare. Ed anche i grandi uomini sanno chiedere scusa.L’importante è rimediare. E allora mi auguro che il patron e il figlio Massimiliano, incontrino la squadra, si sentano già in nottata e magari domani, e convochino una conferenza stampa per chiudere un caso che non c’è. E poi ce la giochiamo. Con la mano sul cuore, come ha fatto Paolo Pagliuca. La sua rimane un’immagine storica. L’inchino sotto la Curva al coro “salta con noi”. Appunto. “Salta con noi” e ripartiamo da qui.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy