Empoli – Avellino, il commento

Empoli – Avellino, il commento

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Armando Izzo

Lo spauracchio del terzo pareggio in tre partite era più che legittimo. Ma questa volta la dea bendata ha sorriso all’Avellino che è ritornato a vincere in campionato a distanza di sessantotto giorni dall’ultimo trionfo, datato 29 dicembre 2013 contro il Padova. Come già accaduto la settimana scorsa, Massimo Rastelli ha modificato ancora una volta il modulo della sua squadra: dal 3-4-1-2 della sfida contro il Pescara al più prudente 3-4-1-2 contro l’Empoli. Una scelta che ha dato i suoi frutti soprattutto in fase difensiva dove il lupo è riuscito a limitare l’impatto offensivo della coppia Tavano – Maccarone che in più di una situazione è riuscita a creare qualche spavento ai circa quattrocento supporters biancoverdi giunti allo stadio “Castellani” : l’occasione immediatamente dopo il vantaggio realizzato da Izzo o il taglio della punta ex Roma, ben imbeccato da Pucciarelli, che è andata a sbattere contro il muro che risponde al nome di Pietro Terracciano. Il ritorno al successo dell’Avellino è anche merito del portiere di San Pietro a Cancello che ben si è comportato tra i pali, ritornando ad essere l’estremo difensore tanto ammirato ed osannato nel girone d’andata che non ha avuto esitazioni dinanzi alle incursioni di una delle migliori coppie offensive dell’intera cadetteria. I meriti  ed i complimenti vanno a tutta  la squadra: da un attacco che ben si è proposto col duo Castaldo – Ciano (Ladriere si è reso pericoloso nei 55’ in cui è rimasto in campo) ad un centrocampo che saputo tener botta a giocatori di qualità come Valdifiori, Moro e Croce. La difesa  ben si è comportata nel nuovo asse confezionato dal tecnico di Torre del Greco, chiudendo gli spazi centralmente e limitando alle corsie laterali i vari Laurini e Mario Rui la manovra d’attacco dei toscani che perdono per la seconda volta di fila quest’anno contro Castaldo e compagni e con lo stesso punteggio della gara d’andata: 1-0. Se lo scorso 30 settembre era stato il bulgaro Galabinov a frenare la corsa degli empolesi, ieri sera c’ha pensato l’eroe inatteso: Armando Izzo. Il suo colpo di testa rappresenta il primo goal quest’anno per il difensore scuola Napoli, rientrato dopo due partite. Un giusto premio ad uno dei migliori prospetti della serie B nonché pilastri dell’Avellino, ritornato ad esprimere il volto che tutti conoscevamo: rapace su ogni pallone, cinico al momento opportuno e capace di saper soffrire quando la partita lo richiede. Perché la differenza intercorsa coi match contro Varese e Pescara è stata l’attenzione e la concentrazione negli ultimi minuti contro un Empoli rimasto in nove uomini ma che ha provato a vender cara la pelle agli irpini che dopo essersi sbloccati cercheranno di recuperare il terreno ed i punti persi nelle ultime uscite, riavvicinandosi ai primi posti della classifica. Perché il lupo è finalmente ritornato.

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