Il calcio è questo: Zito è solo l’ultimo dei “traditori”

Il calcio è questo: Zito è solo l’ultimo dei “traditori”

Nel calcio c’è chi parte e chi arriva. Chi lascia e chi torna. E proprio come nella vita, c’è chi rispetta e chi tradisce. In questa sessione di mercato abbiamo potuto apprezzare entrambi i casi. Il bomber Piccolo che abbandona il Lanciano per andare a La Spezia, rifiutando la ben più ricca e ghiotta Pescara per “rispetto nei confronti dei suoi ex tifosi”. E poi c’è Zito. Da Avellino a Salerno, null’altro da aggiungere. Un giocatore che, nonostante le ultime prestazioni, sembrava l’uomo dello spogliatoio, tira fuori il coltello e rifila il dolore di Bruto a Cesare. C’è ormai poco da sorprendersi, Zito è solo l’ultimo di una marea di traditori nel mondo del calcio. Di esempi c’è ne sono tanti, e di più clamorosi, anche tra le big. Basti pensare a Ronaldo, che dopo anni di gioie e dolore in neroazzurro, passa a Milano sponda rossonera. Il suo derby al Milan fu un fischiare continuo da parte del Meazza, che lo aveva accolto con una distribuzione di fischietti a curva e tribune. Caso ancor più clamoroso fu quello di Figo. Il fenomeno del Barcellona si trasferisce a Madrid per aggiungere una pedina ai Galacticos. Il giorno del “Clasico” il Camp Nou lo accoglie lasciandogli una testa di maiale durante un corner. Ad Avellino di storie travagliate ne hanno già viste. Il ricordo porta inevitabilmente a Raffaele Biancolino, passato da “pitone” a “capitone” con il trasferimento a Salerno in serie D. Il suo ritorno ad Avellino, poi, fu un capitolo tragicomico. Il caso vuole che il prossimo 16 gennaio Zito sia nuovamente al Partenio, ma da avversario, con una maglia color granata. Ma si lascino a casa fischietti e teste di maiale. Si distolga anche l’attenzione da quello che è solo l’ultimo dei traditori. Come dice un vecchio detto: “Totale indifferenza per la loro inconsistenza”

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