Focus: la Salernitana vuole stupire, ma l’Avellino non starà a guardare

Focus: la Salernitana vuole stupire, ma l’Avellino non starà a guardare

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Dopo 5 anni la Salernitana e i suoi tifosi riabbracciano il campionato di Serie B. Con grandi ambizioni e con la voglia di essere protagonisti. Salutati il tecnico Menichini e alcuni protagonisti (Gori, Caetano, Negro) della promozione, i granata hanno aggredito il mercato per regalare al nuovo allenatore Torrente uomini di qualità ed esperienza. Undici i volti nuovi da integrare sulla solida base della scorsa stagione per affrontare un campionato in totale tranquillità e con il naso rivolto all’insù. Lo schema di partenza del tecnico nativo di Cetara sarà con ogni probabilità il 4-3-3, da alternare in qualche circostanza con il 4-2-3-1 o con il 4-4-2. Dubbi tra i pali, dove al giovane Strakosha dovrà essere affiancato un uomo d’esperienza (Terracciano? Amelia?) dopo che è saltata la trattativa per portare in granata Frison. Linea difensiva a 4, con Colombo e Rossi a spingere sulle corsie laterali e Lanzaro e Schiavi a governare il centro. Pollace, Franco, Trevisan ed Empereur costituiscono ottime alternative per completare il reparto. Chiavi della mediana affidate a capitan Pestrin (col sogno Lodi sempre sullo sfondo) con Moro e Sciaudone da alternare a Bovo, Odjer e al jolly Milinkovic ai suoi lati. Attacco a 3 punte, con i guizzi di Gabionetta e Troianiello, vero e proprio amuleto della categoria viste le 4 promozioni ottenute nelle ultime 4 apparizioni in Serie B, ad ispirare la potenza del bomber Coda. Scalpitanti in panchina Eusepi e Donnarumma, smaniosi di rimisurarsi nel torneo cadetto dopo aver fatto sfracelli nell’ultima stagione di Lega Pro dove entrambi hanno conquistato il titolo di capocannoniere nel girone di appartenenza. Le potenzialità ci sono, l’entusiasmo della piazza è alle stelle. Lotito e Mezzaroma possono sognare un torneo di alto livello, a patto che la pressione non vada a triturare l’ambiente. L’attesissimo derby di domenica contro l’Avellino sarà già un importantissimo banco di prova per misurare sul campo la bontà dell’ambizioso progetto granata.

di Filippo Abbondandolo

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