Il regresso di Rastelli e il vincolo di crederci fino alla fine

Il regresso di Rastelli e il vincolo di crederci fino alla fine

L’Avellino è in coma profondo. Allo “Scida” arriva una nuova mazzata per la truppa di Massimo Rastelli. Nonostante la squadra sia scoppiata la classifica lascia acceso un piccolo barlume di speranza per la corsa ai play off. Domenica, arriva il Pescara sarà l’ultima spiaggia per la Castaldo band. La sfida contro i pitagorici, probabilmente, è stata condizionata da qualche svista arbitrale di troppo. La trattenuta di Claiton su Comi è stata molto più vistosa di quella di Ely su Ferrari magari nel primo contatto in caso di rigore c’era anche il rosso diretto per il difensore di Drago, sta di fatto che quella, avvenuta dopo appena 4 minuti di gioco, è stata l’unica azione pericolosa prodotta dall’Avellino allo “Scida”. Crearsi l’alibi perfetto ora serve a poco. I biancoverdi non hanno prodotto nessuna azione degna di nota contro una formazione che lotta per non retrocedere. Quindi inutile star qui a fare polemica con la terna arbitrale. L’Avellino di Massimo Rastelli, ora come ora, sembra essere scoppiata. E’ flebile il ricordo delle prime sei giornate del girone d’andata. I lupi sono diventati agnellini. Faticano contro le piccole ma non riesco ad imbastire il bel gioco. L’apoteosi è stata raggiunta a Crotone. Manovra allo sbando, centrocampo completamente assente e Comi che si sarà perso tra le spiagge della ridente cittadina calabra. A far compagnia all’ex Milan ci ha pensato il suo compagno di reparto Trotta, in gara solo per dieci minuti. Una squadra in bambola che ha offerto il fianco alla truppa di Massimo Drago. A dire grazie è stato l’ex Camillo Ciano in gol per ben due volte. Dov’è finito il vero Avellino? E’ un rebus che si fanno in molti. Dopo la gara contro il Perugia, terminata 1-2. Da salvare restano solo le due partite contro Bari e Modena, il resto è aria fritta contornata da grandi delusioni. La truppa biancoverde continua a dire di non aver problemi con il proprio allenatore e che se le prestazione lasciano a desiderare è un fattore psicologico e di pressioni. Chissà poi quali. Rastelli promette e promette segnali forti. Ma per ora di segnali forti ghe nè minga (in dialetto milanese: niente da fare). Le ultime prestazione hanno visto uscire dal campo una squadra svogliata, spenta e pronta alla fine del campionato. La classifica, per fortuna o per sfortuna, disegna l’Avellino ancora nella griglia dei play off, all’ultimo posto disponibile. A quattro giornate dalla fine, la squadra in caduta libera sembra essere proprio l’Avellino di Massimo Rastelli. Domenica al “Partenio-Lombardi” arriva il Pescara. Sarà una sfida fondamentale per i biancoverdi. Un successo consentirebbe agli uomini di Rastelli di raggiungere gli abruzzesi a quota 57 e metterli dietro grazie al doppio scontro diretto. Un pari o addirittura, una nuova sconfitta comprometterebbe la corsa dei verso i play off. Sabato prossimo, invece, c’è il Bologna. Sfida ardua. La piazza, nonostante tutto, vuole crederci ancora. E’ tempo di tirare fuori gli attributi, ma stavolta sul serio. La squadra, o quello che ne resta, ha l’obbligo di provarci ora più che mai.

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