Il triennio Rastelli: gioie, polemiche e sogni sfiorati

Il triennio Rastelli: gioie, polemiche e sogni sfiorati

Sabato, 102 giorni dopo il polemico addio, Massimo Rastelli e l’Avellino si troveranno l’uno contro l’altro.
Non sarà una partita come le altre. Non potrà per ciò che Rastelli ha significato per l’Avellino e viceversa. In tre stagioni, Rastelli ha collezionato la bellezza di 130 panchine: 114 in campionato, 9 in Tim Cup, 2 nella Coppa Italia di Lega Pro, 2 in Supercoppa e 3 nei play-off di Serie B. Ma Rastelli non è stato solo un allenatore per l’Avellino. Ha ridato orgoglio ad una piazza ferita e ancora sotto shock dal fallimento del 2009. Ha fatto si che la squadra incarnasse alla perfezione lo spirito del lupo. È stato un leader, un trascinatore, un valore aggiunto.

Promozione- Nel 2012 Rastelli torna ad Avellino (dopo averci vissuto due stagioni da calciatore) dopo le esperienze in panchina con Juve Stabia, Brindisi e Portogruaro.
Il Lupo non parte con i favori del pronostico, ma con una stagione esaltante riesce ad ottenere la promozione, il 5 maggio 2013 a Catanzaro.
Alla promozione si va ad aggiungere la vittoria della Supercoppa (l’unica nella storia dell’Avellino) contro il Trapani, dopo 180 minuti memorabili.

La B- L’Avellino decide subito di blindare Rastelli con un triennale. Il tecnico di Torre del Greco, all’esordio in B, ottiene risultati miracolosi e lancia nel grande calcio talenti come Izzo e Zappacosta. L’Avellino staziona per tutta la stagione nelle zone alte, assaggiando il primato e chiudendo il girone d’andata al terzo posto.  I play-off sfumano soltanto all’ultima giornata in quel di Padova.
Tuttavia, l’obiettivo salvezza viene centrato con dieci giornate d’anticipo: Rastelli risponde ai brusii della piazza elencando in conferenza stampa i risultati delle ultime disastrose apparizioni dei biancoverdi in cadetteria. La ciliegina sulla torta di una stagione pazzesca è la trasferta allo Stadium.  Negli ottavi di finale di Tim Cup, infatti, l’Avellino sfida la Juventus campione d’Italia.

Il sogno sfiorato- Nel 2014-2015 l’Avellino riparte con maggiori ambizioni e riesce a centrare, meritatamente, l’accesso ai play-off. La stagione è esaltante e l’Avellino tocca il cielo con un dito dopo il successo sul campo del Livorno. Si sente profumo di A. L’Avellino, però, cala negli ultimi due mesi di campionato. Il rapporto tra la società e Rastelli comincia ad incrinarsi: finisce sotto accusa la preparazione atletica e Taccone decide di affiancare Nicola Agosti al preparatore Fabio Esposito. Nei play-off, comunque, l’Avellino si risolleva e compie l’impresa al Picco di La Spezia. Si va in semifinale.  L’Avellino trova il Bologna. Dopo la sconfitta di misura al Partenio, i biancoverdi vincono al Dall’Ara per 3-2. La traversa colpita da Castaldo nel recupero ancora trema. I nostri sogni si infrangono su quella traversa: il Bologna va in finale per il miglior piazzamento nella regular season.

L’addio- L’Avellino e Rastelli sembrano volerci riprovare insieme. Ma poi arriva il Cagliari e Rastelli se ne va. I tifosi, delusi e amareggiati per la vicenda, gli voltano le spalle.  È vero, l’addio è stato traumatico e doloroso ma non dobbiamo dimenticare le gioie che Rastelli e il suo staff ci hanno regalato, portandoci ad un passo dal sogno.

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