L’ANALISI – Avellino dov’è la vittoria? I lupi ad un passo dal baratro

L’ANALISI – Avellino dov’è la vittoria? I lupi ad un passo dal baratro

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Inutile nascondersi dietro un dito: l’Avellino non sa più vincere. Inutile appellarsi alla malasorte, ai pali oppure agli errori arbitrali. All’ottava giornata, gli alibi crollano, e la classifica si fa sempre più corta. Il bilancio parla chiaro: 6 punti, una sola vittoria, tre pareggi e quattro sconfitte. Alla classifica magra e triste si va ad aggiungere un nuovo numero allarmante. Le 15 reti subite dalla truppa biancoverde. Un bilancio in passivo di cinque, se si sottraggono le dieci realizzate. Un flashback della passata stagione ci dice che l’Avellino, all’ottava di campionato, aveva messo in cascina da quindici punti.

Il match contro il Brescia ha messo a nudo tutti i difetti di una difesa sfilacciata. Il pacchetto arretrato, proposto contro le rondinelle, prevedeva Nica e Visconti sugli esterni mentre al centro Ligi e Rea. Il quartetto biancoverde ha retto fino al primo gol del Brescia da lì è stato completamente blackout. I primi due, si sono persi nei meandri del manto erboso del Partenio-Lombardi, mentre i due colossi di grande esperienza, si sono fatti infilare come due dilettanti allo sbaraglio. Il Brescia nella prima parte del match ha creato poco, ma nella ripresa ha tenuto il pallino del gioco tra le mani. L’Avellino, però, deve ringraziare Frattali capace di lottare da solo contro le imbeccate delle rondinelle.

C’ERA UNA VOLTA UN BOMBER. Il curriculum è da invidiare. 120 gol non sono una robetta così. Ma qualcosa non torna. Ciccio Tavano è diventato un bomber triste. L’ex Empoli e Livorno non ha ancora trovato la via del gol, fatta eccezione per quello siglato alla Casertana in Tim Cup. L’impegno del centravanti casertano è immane. Probabilmente non viene servito a dovere da parte dei compagni. C’è da recriminare per qualche palla invitate, ma mai apparecchiata da Trotta per Tavano. Nonostante ciò, Tesser, conferma il buon feeling tra i due. Il che è tutto un dire.

TESSER E LA DURA VERITA’. Il nuovo corso è davvero tragico. E pensare che al suo arrivo, Attilio Tesser, aveva fatto proclami davvero importanti. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Un avvio di campionato simile non se lo sarebbe immaginato nemmeno il peggiore dei pessimisti. Le responsabilità accollatosi non vanno più bene, gli va onore e merito, ma ora più che mai serve dare risposte sul campo. La società si è data un mese di tempo per valutare il futuro del tecnico. Ma ora c’è bisogno di una svolta seria oppure si casca in un baratro profondo.

UN FOLLETTO AL SERVIZIO DEL LUPO. Solo qualche giorno fa Patrick e Monique, genitori di Samuel Bastien, aveva dichiarato al Sudinfo, la volontà di vedere giocare il proprio ragazzo con maggior continuità. Detto fatto. Il folletto ex Anderlecht è entrato ed ha fatto sognare i tifosi dell’Avellino, anche quelli in Belgio. Il suo goal è una gemma preziosa, da incastonare negli annali. Ora, però, Bastien deve continuare su questa strada. L’Avellino, probabilmente, ci ha visto di nuovo lungo e quei quattro milioni di riscatto sembrano essere reali più che mai.

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