L’analisi della partita

L’analisi della partita

Alla fine Rastelli ha sorpreso ancora una volta tutti. Ti aspetti il 3-5-2 classico. Ma alla fine ha scelto il tridente. Due i motivi. Sapeva che Cosmi sarebbe arrivato con il 3-5-2 speculare. E la brutta esperienza della gara strapersa contro il Lanciano gli aveva consigliato, forse, di cambiare. Secondo: voleva una partita d’attacco per far paura al Pescara in crisi e sempre ko da sei partite consecutive. Le ha azzeccate tutte, almeno inizialmente. Perchè con Ciano in forma smagliante a svariare e a rompere le linee il Pescara già in paura è andato in tilt. Cosmi ha cercato di apportare i correttivi. Ma non è bastato. Poi il gol del vantaggio di Fabbro. Che è arrivato quasi alla mezz’ora della ripresa su azione di calcio d’angolo. Lì Rastelli ha pensato di corprirsi con l’inserimento di un centrocampista di quantità come D’Angelo al posto proprio di Ciano. Forse lì è stato l’errore. Avrebbe dovuto togliere magari Galabinov, lasciare l’imprevedibilità dell’ex patavino che palla al piede si è sempre mostrato imprendibile. L’Avellino col 4-4-2 ha finito per abbassare il baricentro. Gli abruzzesi hanno provato a farsi coraggio. Cosmi due minuti prima aveva inserito Cutolo per Bovo, per sparigliare le carte. per tentarle quasi tutte con modulo 3-4-1-2 o un puro 3-4-3 molto confuso. Terracciano non ha mai corso pericoli. Anzi. Allo scadere del 90’ Rastelli, forse, si è accorto dell’errore ed ha inserito Soncin per Castaldo. Per cercare quella velocità che poteva dare Ciano sostituito dieci minuti prima. La partita era andata. O meglio andava sui binari giusti. Fino alla super giocata di Brugman e l’infilata di Caprari. Purtroppo è finita così. Con un pari che sa di beffa ma che non deve colpevolizzare nessuno. Nè tantomeno Rastelli che, era davvero il primo a voler tornare alla vittoria. Il rammarico resta, l’amarezza pure. E all’orizzonte c’è la super sfida di Empoli, contro una squadra che resta seconda ma che sta perdendo il passo dalla capolista Palermo. E’ anche una questione di sfortuna. Sta girando così, ma prima o poi l’Avellino dovrà necessariamente tornare a conquistare ai tre punti. L’obiettivo salvezza ormai è alla portata: si è a 41, ne mancano 9. Ma si è in piena zona play-off. Questo è l’obiettivo: la classifica ormai parla chiaro. L’Avellino può puntare nonostante la serie negativa agli spareggi promozione.

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