L’ANALISI – Un pareggio che sa di tradimento. E’ tempo di tirare le somme

L’ANALISI – Un pareggio che sa di tradimento. E’ tempo di tirare le somme

La crisi in casa Avellino non è finita. Il match di Varese doveva essere controffensiva al periodo nero dei biancoverdi, il tutto si è trasformata in quarantotto ore da cancellare. Nonostante brilli solo il quinto centro stagionale di Marcello Trotta, l’Avellino, non va oltre uno scialbo pareggio. Che fa contenti solo la Bettinelli band. Inutile, quindi, a stare a sostare sul possibile penalty non ravvisato da Abbattista di Molfetta per il fallo subito da Pisacane su corner nella ripresa. Ha giocato un ruolo importante  il terreno di gioco che  non era in condizioni ottimali. Ora non è tempo di pensare agli alibi di turno. L’Avellino sceso in campo contro il Varese è apparsa una squadra sfatta, fuori fase, che durante tutta la gara non è mai riuscita a prendere il pallino del gioco in mano concedendo il fianco alle molteplici ripartenze del Varese.

LE SCELTE – Rastelli ha preferito far rifiatare, almeno per un buon pezzo di gara, Luca Bittante. Al suo posto è stato schierato un Regoli. L’ex Pontedera non ha inciso per nulla sulla gara. Non contento il trainer dei lupi ha provato l’azzardo Vergara, appena rientrato dopo tre mesi di stop, il suo ritorno non è stato esaltante. Forte lo manda al tappeto con le sue finte ubriacanti. Il colombiano scuola Milan ha dovuto lasciare il terreno dopo 33′ per infortunio. Al suo posto è entrato Fabbro. Il copione non è cambiato anzi, il centravanti varesino, si è trovato due volte di fila a tu per tu con Gomis. L’epilogo della gara arriva sul corner dove il reparto difensivo lascia scivolare il pallone in piena area di rigore ne approfitta Falcone che da rapace d’aria insacca il pallone alle spalle dell’estremo difensore senegalese. Il centrocampo a trazione anteriore schierato da Massimo Rastelli, aveva fatto bene sperare. Appunto aveva. La prestazione, se così si può definire, di Kone è stata a dir poco imbarazzante. Il mediano scuola Atalanta sbaglia tutto. La follia assoluta è stata schierare Sbaffo da mezz’ala non ha inciso. L’ex Latina, però, nemmeno nel suo ruolo ruolo da trequarti non ha fatto nulla. In avanti continua il periodo chiaro scuro di Gigi Castaldo. Eppur vero che il bomber di Giugliano sta tirando la carretta. 35 gare di fila per l’ex Nocerina. L’unico faro ad illuminare il gioco dei lupi è stato Marcello Trotta. L’ex Fulham lotta sul tutto fronte d’attacco. Ci prova tre volte a battere a rete, ma vuoi per sfortuna e per fortuna di Perucchini, segna solo un gol. Da tenere in considerazione anche che Rastelli ha dovuto fare i conti con le tre defezioni e quindi a cambi obbligati. Inconcepibile il ripiego in panchina del duo Arini-D’Angelo. Due mediani che potevano far comodo alla causa biancoverde.

CONSAPEVOLEZZE –  E’ vero la stagione dell’Avellino ancora non è compromessa. Al termine del campionato mancano ancora sei gare. Centrare gli obiettivi stagionali è ancora possibile. Ora occorre invertire il trand, fare quadrato e tornare quella squadra tonica vista in precedenza. Se così non sarà l’Avellino rischia di rovinare un campionato fino ad ora comunque positivo. Le parole di Enzo de Vito, di qualche settimana fa, devono risuonare come una scossa. “Senza play off sarà una stagione fallimentare”. Nel prossimo turno arriva l’Entella, una squadra che ha rivoluzionato il tutto. Via Prina dentro Aglietti. L’ambiente e i tifosi che si sono sobbarcati i km e le spese per seguire la squadra a Varese, non si meritano, di vedere questo spettacolo indegno. La società già in mattinata si è fatta sentire. C’è stato un faccia a faccia alla ripresa. Il Direttore Generale, Massimiliano Taccone, e il Direttore Sportivo Enzo de Vito hanno raggiunto la squadra negli spogliatoi prima della seduta di allenamento. E’ il momento di guardarsi negli occhi e capire che cosa si vuole fare. E soprattutto di capire se tutti sono disposti a correre e sudare per la maglia e per questi colori.

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