L’Avellino ha bisogno prima di uomini, poi…

L’Avellino ha bisogno prima di uomini, poi…

E’ stato ribadito in più di una circostanza e in svariate sedi, sia all’inizio di campionato dove a Torrette la squadra fu accolta con lo striscione “Prima uomini poi calciatori”, sia dopo qualche risultato negativo (vedi il pari in casa del Varese e il pari interno contro la Virtus Entella dove fu riproposto il medesimo striscione) che non sarebbe andato via. Ma tra alcuni tifosi, comunque divisi sui social, c’è chi non ha digerito l’addio del tecnico Massimo Rastelli, chi, invece, lo ringrazia in tutto e per tutto. Dalla promozione in B del 2013, molti i retroscena che non sono piaciuti o meno ai supporters biancoverdi, definendo in alcune gare i calciatori come mercenari o la dirigenza non all’altezza. Ora, invece, c’è chi definisce il tecnico, traditore, chi ambizioso, chi per l’appunto mercenario. Di certo non sta a noi “etichettare” il comportamento di un calciatore, di un dirigente, o di un membro dello staff societario, ma certo è che se all’indomani della fine del campionato, l’Avellino di punto in bianco si è ritrovato con l’addio imminente di un tecnico vincente da tre anni di fila (ad Avellino mai successo nella storia contemporanea del club)vuol dire che si fa come si vuole, che non ci si rispetta come si deve. Morto un Papa se ne fa un altro, quando si chiude una porta si apre un portone, in gergo si dice così, ma ora basta è finito il tempo delle chiacchiere e dei proverbi. Il futuro prossimo si chiama Attilio Tesser, benvenuto mister, ora mi raccomando fai l’uomo tutto d’un pezzo. Avellino è stanca di essere presa in giro, stanca dei mal di pancia che da due anni a questa parte hanno regnato all’interno della squadra!

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