Livorno – Il pari non soddisfa patron Spinelli: Panucci sulla graticola

Livorno – Il pari non soddisfa patron Spinelli: Panucci sulla graticola

Commenta per primo!

La panchina di Christian Panucci è già a rischio. Ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su RadioUno, il presidente del Livorno, Aldo Spinelli, ammette infatti di non aver digerito la gestione della gara di ieri con l’Avellino, conclusasi con un 1-1 casalingo che non ha certo soddisfatto il pubblico toscano. “Ieri sono andato via arrabbiatissimo e lo sono ancora adesso, non si può non sfruttare la superiorità numerica – spiega il massimo dirigente amaranto – Squadra e allenatore sono giovani ma io non sono abituato, quando è possibile voglio vincere”. A Panucci non le manda certo a dire: “Non si possono cambiare tre uomini tutti assieme negli ultimi 7′. Ho avuto in passato grandi allenatori come Bagnoli, Donadoni, Scoglio, Mazzarri e altri ancora, non si può stravolgere o inventare nel calcio. Ieri abbiamo regalato due punti, anche se ci hanno dato un rigore su due ma non me la prendo con l’arbitro bensì con noi stessi. Non si regalano due punti che a fine anno potrebbero pesare”. Al prossimo turno c’è la sfida di vertice in casa del Crotone: “Io voglio vincere, Panucci in questo momento ha dei giovani bravi ed interessanti. Abbiamo 32-33 giocatori in rosa, ieri ne mancavano 5-6, e si è dovuto adattare, però ognuno deve giocare nel suo ruolo e certi errori non li accetto”. Spinelli, poi, loda il lavoro in Italia di Infront, su cui la Procura di Milano ha aperto un’inchiesta: “Ha fatto una buona campagna per le squadra di calcio, avendo aumentato i diritti tv. Se poi questa torta se la spartiscono sei o sette club non va bene, ma con la serie B ha fatto un ottimo lavoro perchè i diritti sono saliti di molto. Il problema della Serie A è che non ha un presidente”. Spinelli, infine, ribadisce di voler lasciare il club: “I soldi che prendiamo dalla Lega non rappresentano nemmeno il 50% di quelli che ci mettiamo. E’ entrato un gruppo inglese tra i più importanti al mondo, abbiamo fatto una joint venture ma fuori dal calcio, non ci vogliono entrare. Dopo trent’anni vorrei lasciare, ma ho già visto squadre che hanno cambiato nello stesso lasso di tempo cinque o sei proprietà, avendo dai due ai quattro presidenti, se si eccettua il Milan di Berlusconi. La legge Bosman ha rovinato il calcio, se prendiamo 100 e diamo 150 a giocatori e procuratori, il calcio non si risanerà mai”.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy