Maledetta traversa: Bologna ko (2-3) ma siamo fuori

Maledetta traversa: Bologna ko (2-3) ma siamo fuori

E’ stato un primo tempo incredibile. Una sfida senza esclusione di colpi. Con un Avellino bravo a passare in vantaggio subito con Trotta. Bologna nel panico. Lupi che comandano il gioco ma un errore difensivo in uscita permette ai felsinei di pareggiare con Robert Acquafresca. Esplode il Dall’Ara. Il Bologna adesso fa paura. E sfiora il raddoppio in più di una occasione con Sansone ed Acquafresca. Ma Frattali c’è e dice no salvando il pareggio e tenendo i lupi in gara. Il Bologna a quel punto respira. Amministra. Controlla. Ma l’Avellino è duro a morire. E al 45′, proprio sul gong, Regoli serve un pallone d’oro per Trotta che al centro dell’area e di spalle si gira e fa fuori Da Costa. Apoteosi nel settore ospite con  3000 tifosi biancoverdi indiavolati. Lupi negli spogliatoio in vantaggio per 1-2. Ma non serve per passare ed andare in finale. Serve una vittoria con due gol di scarto. Altri 45 minuti da vivere tutti di un fiato.
Si arriva alla ripresa. Acquafresca non ce la fa. E Rossi manda in campo Cacia. Rastelli non cambia. Si parte e l’Avellino già spinge. Il Bologna ha paura e si vede. Ma al 5′ accade l’impossibile. Un passaggio innocuo all’indietro per Frattali che da solo, al limite dell’area ciabatta il pallone. Che finisce sui piedi di Cacia. Un pallonetto dai 30 metri e la frittata è fatta. Cacia ringrazia e va ad esultare polemicamente contro il suo allenatore. L’Avellino è distrutto. Frattali, protagonista nel primo tempo con 3 ultra parate, è costretto a raccogliere la palla in fondo al sacco. Lo vanno a rincuorare tutti: partono anche applausi dal settore dei supporters biancoverdi. C’è ancora tempo. Un tempo per la precisione per riportarsi avanti e sognare ancora. Rastelli tira fuori Regoli per inserire Almici. Rossi si copre togliendo un trequartista ed inserendo il difensore Maietta. Un bunker gialloblù, in pratica. Con una difesa a 5 che Rastelli cerca di scardinare rischiando anche Castaldo inserito al posto dell’infortunato Zito, pochi minuti prima dell’entrata di Comi al posto di un inesistente Mokulu. Il cronometro scorre via inesorabile. I tifosi biancoverdi continuano a cantare ed ottengono la standing-ovation di tutto il Dall’Ara quando al 25′ della ripresa fanno andare in scena la storica sciarpata. Niente di niente in campo. Il Bologna è squadra troppo esperta per andare sotto per la terza volta. Esauriti i cambi ed esaurite le forze, l’Avellino si spegne pian piano. Rendendo sempre più piccola la fiammella della speranza della finale. Fino all’85’ quando Kone inventa l’eurogol del campionato con un tiro all’incrocio dai 25 metri. Cinque minuti più recupero. Un altro gol. Solo uno. Ancora uno. E ci prova Trotta subito con un diagonale che va di un niente fuori. Bologna nel panico. Il Dall’Ara si ammutolisce. Cinque minuti di recupero. Inesorabili. Ma non bastano. Proprio no. Perchè al 48′ Castaldo prende la traversa. Una maledizione incredibile su sponda di Comi. Una traversa maledetta. E’ finita. L’Avellino è fuori e non va in finale. Ringraziamo Pasqua, l’arbitro dell’andata.

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