Mario Piga: “Sognare è lecito, se si ha addosso la maglia dell’Avellino”

Mario Piga: “Sognare è lecito, se si ha addosso la maglia dell’Avellino”

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11 giugno 1978, una data indelebile per tutti i tifosi dell’Avellino. Proprio quel giorno iniziò la storia della provinciale più bella d’Italia, l’Avellino della Serie A. Una promozione ottenuta grazie alla vittoria ottenuta contro la Sampdoria vinta per 1-0. Decisiva fu la rete realizzata da Mario Piga, che fece toccare il cielo con un dito ai 1500 tifosi che avevano invaso Genova. Ad analizzare il girone d’andata dei ragazzi di Rastelli è intervenuto a dire la sua proprio l’ex biancoverde.

Girone d’andata strepitoso per l’Avellino, 37 punti non sono pochi per una neopromossa. Si aspettava questo risultato?

Dobbiamo essere sinceri, nessuno si aspettava che una neopromossa si sarebbe ritrovata lassù. Tutti i punti accumulati dall’Avellino sono meritati. Nessuno ha regalato niente. Da sottolineare che la Serie B quest’anno è davvero un campionato duro, perché ci sono squadre molto attrezzate, come ad esempio il Palermo, l’Empoli e il Pescara. Però l’Avellino ha un fattore importante e cioè l’ambiente che c’è intorno alla squadra. In Irpinia se si rema tutti nella giusta direzione, tutto diventa possibile.

Protagonista indiscusso del “miracolo” Avellino è il tecnico Massimo Rastelli. Cosa pensa Mario Piga dell’allenatore biancoverde?

La risposta la danno i risultati. Il mister sta lavorando molto bene. Quando a maggio sono venuto ad Avellino, ho visto un grande ambiente. La coesione che si è venuta a creare fra squadra, tecnico, società e soprattutto i tifosi è un lusso che poche squadre possono permettersi. Ci sono i presupposti per fare bene, ma una raccomandazione è lecita: sempre i piedi ben piantati a terra, mai montarsi la testa.

L’Avellino in squadra ha un mix di talenti e giocatori d’esperienza. Chi è il trascinatore assoluto?

La squadra non ha un trascinatore assoluto, tutti i componenti che ho menzionato prima lo sono. Certo Castaldo è bravo, anche se a me piace molto Zappacosta ma la vera forza che trascina tutto è il gruppo, amalgamato alla perfezione dal tecnico. I ragazzi hanno capito che quella maglia ha dentro di se una sorta d’incantesimo che da la forza per fare tutto.

A gennaio tutte le squadra cercano di stravolgere i piani inserendo nuovi innesti. Cosa manca all’Avellino per essere davvero al top?

Non ho ancora avuto l’onore di vedere l’Avellino dal vivo. L’unica persona adatta a rispondere a questa domanda è proprio Massimo Rastelli, che vive ogni giorno con i ragazzi. Certo, è da dire che se si ripetono i risultati dell’andata, all’Avellino non mancherà davvero nulla. Però bisogna fare attenzione quando viene inserito qualcuno in squadra che gira bene può essere dannoso. Certo se si dovesse inserire qualcuno deve essere uno che fa veramente la differenza altrimenti è meglio restare cosi.

Ultima domanda doverosa, questo Avellino a fine stagione dove sarà?

Guarda, mi auguro soltanto di trovare l’Avellino nella posizione dove ci siamo trovati noi 1978, e vedere vicino al mio nome un altro nome. Perché vorrà dire che l’Avellino e tornato in paradiso. Comunque è tutto difficile. Di facile non c’è niente, e la cosa fondamentale da fare sarà dare il massimo. I tifosi saranno decisivi e poi alla fine si tireranno le somme. NATURALMENTE FORZA LUPI!!!

 

 

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