Mercato chiuso senza squilli: ora sangue e arena

Mercato chiuso senza squilli: ora sangue e arena

Sangue e arena. Arena e sangue. Sangue e arena. Il mercato è chiuso per buona pace di tutti. Ancora una volta non sono arrivati colpi ad effetto. Chi si attendeva un centrocampista di esperienza è rimasto deluso. E’ arrivato il baby Bastien dall’Anderlecht. Chi si attendeva un buon sostituto alla partenza di Pozzebon ha allungato il muso. Perchè sul gong del calciomercato è arrivato un altro baby, stavolta dall’Atalanta, ed è Napol. Due calciatori che arrivano dal Belgio che si vanno ad aggiungere a Mokulu e Soumarè. Sono in 4 dopo le altre esperienze negli anni scorsi di Ladrière e Angeli. Insomma, resta un Avellino fortemente rivoluzionato rispetto alla scorsa stagione ma nella campagna acquisti di chiusura restano dubbi o forse certezze dettate dalle scelte di Tesser.

Perchè non è arrivato un centrocampista di esperienza?

Perchè Tesser, forse, vuole investire di maggiore responsabilità Arini e D’Angelo. Sarà staffetta tra i due con Schiavon terza scelta.

Perchè non è arrivato un attaccante di spessore?

Perchè non si vuole togliere a Castaldo, una volta scontata la squalifica, di rientrare in squadra e trovare spazio senza sgomitare. Mokulu per ora resta una buona seconda scelta. Completerà il reparto l’ultimo arrivato Napol con la speranza di potersi ambientare subito e dare una mano da quinta punta e trovare magari, fino all’assenza di Castaldo, un pò di spazio per farsi notare.

Certo, l’Avellino resta incompleto. Resta la regola che ha da sempre caratterizzato la gestione Taccone. Non arrivare all’ultimo secondo per fare la squadra. Ma è stato un mercato pazzo proprio nell’ultimo giorno con Salernitana e Bari sugli scudi, con il Cesena che ha piazzato lo stesso colpi importanti. I biancoverdi, come nella passata stagione, potranno trovarsi con una panchina corta nei momenti topici del torneo. Ma resta la consapevolezza di un mercato molto al di sopra della sufficienza. Un mercato che resta aperto per gli svincolati, magari. E ce ne sono tantissimi che per scelta, come Lodi (ma lo danno vicino al Salerno) che hanno scelto la rescissione per non sbagliare scelte (avranno 30 giorni a partire da oggi per trovare squadra).

Ma quello che più importa, ora, è il campionato. Si parte col derby ed è inutile guardare al passato. La conferma di Trotta in biancoverde (la sua cessione non è mai stata in discussione) e l’ingaggio di Tavano fa dell’Avellino una squadra dal potenziale titolare altissimo. E con Castaldo Tesser potrà magari rischiare anche il tridente, rinunciando al trequartista titolare che resta Insigne jr.

Da oggi si pensa solo al derby. E al campionato che ci regala un inizio da brividi. Sangue e arena. Arena e sangue. L’Avellino resta una squadra agonisticamente valida. Dovrà essere ancora una volta questa la chiave di lettura di un campionato forse dai contenuti tecnici più elevati della passata stagione. Ma i top player si sono un pò mescolati. Calaiò allo Spezia, Tavano all’Avellino, Rosina e Maniero al Bari, Ardemagni al Perugia, Marilungo al Lanciano, Coppola alla Ternana, Campagnaro al Pescara, Bentivoglio al Modena. Insomma qualche favorita c’è. Il Cagliari per esempio parte più avanti di tutte. Dietro Cesena, Pescara e Livorno con il Bari.

E’ un Avellino da terza/quarta fila. Non da promozione diretta (da pronostico, si intenda ndr) ma da play-off. L’obiettivo è migliorare l’ottavo posto dell’ultimo anno. Sarà impresa difficile, magari da mission impossibile. Ma l’importante è esserci. E sudare. Come la storia ci ha sempre insegnato.

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