Pierpaolo Marino: “Avellino sei un’emozione unica, non fermarti”

Pierpaolo Marino: “Avellino sei un’emozione unica, non fermarti”

«E’ un Avellino da libro Cuore». Così, in poche semplici parole Pierpaolo Marino, avellinese purosangue e attuale direttore generale dell’Atalanta, aveva sintetizzato in maniera sentita e commossa l’impresa dei lupi in quel di La Spezia. Impresa che ha consentito alla truppa di Massimo Rastelli di approdare nella doppia semifinale di stasera contro il Bologna. Un dirigente esperto, un uomo che nella sua vita ha, è proprio il caso dirlo, mangiato “pane e pallone”.
Raggiunto telefonicamente, il direttore generale della Dea ha così detto la sua sulla sfida dell’Avellino contro i felsinei: «Se i biancoverdi scendono in campo domani sera con la stessa intensità della gara di La Spezia, potrà far vedere cose egregie. Servirà al Partenio Lombardi grande spirito di sacrificio e, soprattutto, una grande voglia di prevalere. Ho avuto modo di guardare la sfida del Picco. E’ stata una partita a dir poco emozionante. La squadra di Massimo Rastelli si è fatta valere in tutto e per tutto». Il direttore generale degli orobici fa il punto sul prossimo avversario dell’Avellino, il Bologna: «I biancoverdi dovranno fare molta attenzione alle individualità dei rossoblù. Più che l’intera squadra hanno diversi calciatori che possono fare davvero male in qualsiasi modo e in qualsiasi momento. Un nome su tutti? Daniele Cacia. Un attaccante molto forte, che sa metterla dentro in tutti i modi possibili. Sarà un vero spauracchio. Ma non sarà il solo – aggiunge Pierpaolo Marino – Penso ad Acquafresca, Mancosu, Sansone, Krsticic, giocatori importanti che possono far male a qualsiasi difesa. E poi hanno cambiato allenatore, con Delio Rossi che ha dato una spinta maggiore a tutto il collettivo rossoblù. Occorrerà dunque per i lupi uno sforzo doppio, se no triplo rispetto a La Spezia. Ma le motivazioni di questo lupo sono enormi, e potrà contare sull’apporto straordinario del suo pubblico caloroso. Sarà, e non è solo un modo di dire – conclude il direttore generale dell’Atalanta – davvero il dodicesimo uomo in campo».

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