Pippo Viscido. Il mio sogno? “Ritornare un lupo”

Pippo Viscido. Il mio sogno? “Ritornare un lupo”

In molti se lo sono chiesto: “Ma che fine ha fatto Viscido il pittbull?. L’ex guerriero dei lupi gioca in Eccellenza, in Irpinia nella Vis Ariano di Del Vecchio. Pippo, battipagliese doc, ma irpino d’adozione, segue sempre i lupi ed è stato adocchiato anche in Curva Sud si sfoga a 360°. Parla del rapporto con la città e del suo presente: “Avellino mi è rimasto nel cuore semplicemente perchè è una piazza unica! Ti senti giocatore, le persone vivono di calcio e il tifo capisce di calcio in poche parole il paradiso del calciatore piazza dove quando vai via vuoi sempre tornarci, io non lo nascondo ma è un mio obiettivo tornare all’Avellino in qualsiasi categoria è come quando un bambino sogna di essere professionista o di giocare in nazionale, il mio è di tornare un lupo, che presuntuosamente dico che è anche parte di me, un pò come un tifoso giocatore un mix di emozioni indescrivibili. C’è anche da dire che una volta dissi quando ancora ero nel settore giovanile il mio obiettivo è che almeno una volta devo indossare la maglia della nazionale, la reazione fu che mi hanno riso in faccia, tempo ci è voluto e quella maglia l’ho indossata 23 volte da titolare. A qualcuno può venire da ridere e può sembrargli impossibile il mio sogno, ma c’è la metterò tutta per riavere il lupo sul petto”.

Le sue esperienze in tornei minori, le nuove regole nei pro e la sua mancata consacrazione: “Non sono riuscito a sfondare come si deve per un semplice motivo e non cerco giustificazioni in niente, partendo dal principio che io ho sempre dado il massimo ovunque e dovunque lasciando il segno e onorando qualsiasi maglia indossata, ma il calcio non è sempre rose e fiori e come si sa in lega pro queste riforme hanno danneggiato calciatori da curriculum importanti che hanno ambito in campionati che contano sul serio e ancora oggi hanno difficoltà ad accasarsi, quindi questa credo sia stato una delle problematiche che mia ha accompagnato, poi un altro punto che penso sia causa è che io ho sempre fatto troppo il professionista pensando solo a fare il calciatore e non curare situazioni che potevano farmi rimanere in alcune situazioni, quindi direi che si è messa anche un po di sfortuna perchè a morire è stato il mio di sistema, cosa che è andata bene a qualcun altro che volendo dolendo è rimasto in vita il loro di sistema ma non mi mordo i gomiti anzi per me c’è sempre aria di ribalta anche se io credo che sia solo un momento il mio e sono pronto a tornare in palcoscenici che ho meritato in precedenza”.

Capitolo Vis: “Ho accettato con grande voglia questa avventura con la società arianese, il cluby ufitano nonostante tante difficoltà avute è una società seria e sana e merita tanto bene e sono sicuro che gli darò il mio grande contributo sia a livello professionale che umano

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