Scocca l’ora X: l’Avellino di Tesser prende forma

Scocca l’ora X: l’Avellino di Tesser prende forma

di Sabato Simone Del Pozzo

 

L’ Avellino ha fatto grande Rastelli o viceversa?

Bel dilemma. Quesito legittimo, soprattutto perché, non bisogna nasconderlo, per molti il connubio Rastelli- Avellino è stato sinonimo di certezze e di successi. Su questo non si discute. Ha parlato il campo per tre anni.

Ma facciamo un passo alla volta. 

Massimo Rastelli, dopo gli alti e bassi delle prime esperienze da allenatore,approda ad Avellino. La società questa volta ha le idee chiare, oltre ad aver raggiunto, finalmente, un equilibrio al suo interno ( Taccone presidente unico), costruisce una squadra per fare il salto. E ci riesce, vincendo anche la super coppa di Lega Pro.

Per l’anno successivo confermata l’ossatura del gruppo tutto. Grande stagione, terminata non senza rimpianti ( play off sfiorati e sfumati proprio all’ultima giornata).

La stagione successiva è quella del rilancio e dell’affermazione definitiva dell’ Avellino in B. Si parte bene e si prosegue ancora meglio. Per due terzi del campionato non si scende sotto il quarto posto. Poi la crisi, la classifica si allunga e sfuma il sogno promozione diretta. Ma l’ Avellino è vivo, e come! Schiaffo morale a tutti i mal pensanti, dimostrazione di compattezza all’ambiente e alle avversarie e play off in cassaforte. L’ Avellino visto negli spareggi, nelle partite in trasferta soprattutto, dimostra di meritare la massima serie, anche se il campo sputa un altro verdetto. Tanta è l’amarezza, ma l’intento societario è quello di voltare subito pagina.

Inizia la rivoluzione. 

Pronti via e tecnico subito lontano da Avellino. L’offerta è di quelle irrinunciabili. Ricco triennale per lui, è l’occasione della vita, la svolta per la sua carriera. Massimo Rastelli approda a Cagliari lasciandosi dietro non poche critiche. E l’ Avellino cosa fa? Resta a guardare? Macché! L’ufficialità del nuovo allenatore non tarda ad arrivare. Un’altra scommessa? No, questa volta c’è bisogno di uno esperto, di qualcuno che conosce bene il campionato. È Attilio Tesser l’uomo giusto per Taccone. Viene subito a contatto con il calore della città e dei tifosi già alla presentazione. Uomo di poche parole, cinico, freddo, gran lavoratore, quello che ci vuole per tenere compatto un ambiente caldissimo. Ha dimostrato il suo valore sul campo nonostante qualche esonero di troppo. Sposa un progetto ambizioso e l’attivismo della società sul mercato ne è la dimostrazione. A segno un colpo dopo l’altro per rimpiazzare addii importanti ( su tutti Kone, Ely, Bittante, Gomis). Per l’attacco è gran bagarre. Molti i nomi in circolazione, ma i tifosi aspettano il colpo grosso data anche la prossima squalifica di Castaldo.

Insomma, Rastelli sembra già un lontano ricordo, la voglia di ricominciare è tanta, quella di migliorarsi anche. 

Sembra difficile, a questo punto, rispondere alla domanda iniziale. Senza dubbio i meriti sono da dividere equamente, non sottovalutando l’importantissimo apporto dei tifosi, ma per un giudizio definitivo, magari, aspettiamo qualche mese e ne riparliamo, augurando comunque il meglio a Rastelli. Intanto l’ Avellino fa sul serio i vari Ligi, Biraschi, Nitriansky, Rea, Offredi, Bianco, la rendono una delle compagini più attive sul mercato, nelle prossime ore arriveranno altri annunci importanti. I presupposti ci sono.

L’ora della rivoluzione targata Tesser è arrivata.

 

di Sabato Simone Del Pozzo

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