Striscione choc a Torino: identificati i tre tifosi, non sono di Torino. Rischiano fino ad un anno di galera

Striscione choc a Torino: identificati i tre tifosi, non sono di Torino. Rischiano fino ad un anno di galera

Gli striscioni che hanno fatto piangere Sandro Mazzola e indignato mezza Italia adesso sono il corpo di reato di un’inchiesta penale. La Digos di Torino ha scovato e denunciato tre tifosi bianconeri che, durante l’ultimo derby della Mole, lo scorso 23 febbraio, hanno srotolato uno dei due drappi inneggianti alla tragedia di Superga: quello in cui era scritto “Solo uno schianto” insieme al disegnino di un aereo che si fracassa contro una roccia di colore granata. Nei giorni dei 25 mila euro di multa alla Juventus, delle lacrime in diretta di Mazzola (che a Superga perse il padre), della ferma condanna del presidente Andrea Agnelli (“No agli striscioni e ai cori canaglia”), delle polemiche sui media e delle prese di distanze, la polizia e il pm Antonio Rinaudo hanno lavorato nella massima riservatezza. E questa mattina gli agenti hanno bussato alla porta di un ventiquattrenne di Forli’, di un trentasettenne della provincia di Pavia e di un diciannovenne di Varese. La perquisizione ha dato “esito positivo”, dicono in Questura, nel senso che uno aveva conservato la foto dello striscione sul proprio cellulare, mentre in casa di un altro c’erano le tracce inequivocabili del suo confezionamento: il ‘capolavoro’, una volta dipinto, era stato steso ad asciugare su un supporto che ha conservato la traccia di vernice come un negativo fotografico. Ai tre e’ stato notificato un Daspo di due anni e una denuncia per un reato che, a quanto pare, non era mai stato contestato in precedenza: la violazione di un articolo della legge 41 del 2007 che vieta “l’introduzione o l’esposizione di striscioni e cartelli che incitino alla violenza o che contengano ingiurie o minacce”. Pena prevista: da tre mesi a un anno. Per il tifoso romagnolo e al tifoso pavese si aggiunge anche, come illecito amministrativo, il mancato rispetto del regolamento d’uso dello Juventus Stadium. In caso di processo la societa’ bianconera potrebbe essere considerata persona offesa e costituirsi parte civile: pur riconoscendo che “aveva concretamente operato con le forze dell’ordine a fini preventivi e di vigilanza”, il giudice sportivo non aveva potuto fare altro che multarla. E il club potrebbe rivalersi sui tre tifosi. Di sicuro c’e’ che a Torino la polizia e la procura combattono la violenza negli stadi: venerdi’ scorso tre ultras del Torino sono stati condannati per il pestaggio cui venne sottoposto uno spettatore di fede bianconera durante un derby del 2012. Calci, pugni e cinghiate che provocarono ferite molto gravi e costarono al malcapitato due delicatissimi interventi di ricostruzione del cranio. La punizione: pene comprese fra gli otto anni e quattro mesi e i nove anni di carcere per tentato omicidio.

(FONTE ANSA)

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