Taccone a Contatto Sport: “Deluso quanto i tifosi. L’anno prossimo puntiamo di nuovo ai playoff”

Taccone a Contatto Sport: “Deluso quanto i tifosi. L’anno prossimo puntiamo di nuovo ai playoff”

taccone«Nella mia tabella di marcia avrei scommesso che l’Avellino avrebbe raggiunto i 62 punti, vincendo la partita e tagliando il traguardo dei playoff. Avremmo dovuto far valere le nostre motivazioni ma purtroppo abbiamo perso una gara che non dovevamo perdere». Walter Taccone interrompe il silenzio stampa (un gesto per “uniformare l’ambiente”), intervenendo come ospite a Contatto Sport negli studi dell’emittente televisiva Prima Tivvù. Il presidente dell’Avellino recita il mea culpa e ammette di aver immaginato un altro scenario per la sua squadra che all’ “Euganeo” ha salutato il sogno playoff così a lungo accarezzato: «Non riesco a trovare spiegazione logica per quanto accaduto». Il massimo dirigente biancoverde, che etichetta quella di Padova una gara squallida”, sgombra il campo dalle tanti voci circolate in merito ad una possibile volontà da parte di alcuni giocatori di non voler entrare il campo contro il Padova: «Non riesco a trovare spiegazione logica. È impensabile che i giocatori  non entrino in campo per chissà quale motivo. Sono sorpreso da simili insinuazioni. In questi anni purtroppo l’Avellino è stato spesso accompagnato da voci del genere». Taccone non si tira indietro dall’aver caricato l’ambiente in questi mesi parlando di spareggi promozione: «Avrò tanti demeriti, tra cui quello di aver alzato l’asticella e creando pressione sui giocatori con l’obiettivo di salire sulla serie A. Dopo un campionato in cui abbiamo chiuso il girone d’andata a 37 punti, sfido chiunque a dire che l’Avellino non avrebbe potuto centrare i playoff. La mia parte l’ho fatta. Se è stato commesso qualche errore, chiedo scusa a tutti». Tra le tante domande rivolte, un passaggio è stato riservato ad un’affermazione di qualche mese quando lo stesso Taccone  espresse delle perplessità su alcuni acquisti avallati da De Vito e da mister Rastelli: «Non ho mai messo in discussione le scelte tattiche dell’allenatore ma ho semplicemente espresso una mia opinione sulle qualità di qualche elemento della rosa. Sono il primo a difendere i miei calciatori. Evitiamo di strumentalizzare le dichiarazioni. Per me sono stati giorni complicati e tutt’ora è difficile smaltire la rabbia». Uno dei punti di ripartenza del nuovo Avellino sarà la riconferma in toto dello staff dirigenziale e tecnico. Chiaro riferimento a coloro che hanno ipotizzato un possibile addio della coppia composta dal direttore Enzo De Vito e dal tecnico Massimo Rastelli: «Lo staff è questo e non ci saranno possibili cambiamenti così come si è detto in queste ore». Chiarezza dovrà essere la parola su cui programmare l’avvenire del lupo: «Lo scorso anno, dopo tre giorni dalla promozione, l’altro socio va via rimanendo soli e dovendo affrontare la fideiussione e il mercato. È stata una guerra continua contro il tempo e le necessità, programmando tutto ciò che era nelle nostre possibilità. La squadra che ci ha regalato tante soddisfazioni era pressoché delineata a luglio. Il vero problema si verificato all’arrivo dei sostituti in corso d’opera che non sono stati del tutto all’altezza delle aspettative». Taccone punta il dito contro chi ha sollevato pungenti critiche contro la squadra dopo il ko col Padova: «Contro il Lanciano ci mancavano ben sei uomini. Nessuno ha fatto in quel caso le insinuazioni. Lasciamo quest’ultime a chi estraneo ad Avellino e alla provincia». In tanti si sono chiesti perché la società di Piazza Libertà non abbia deciso di rinforzare la rosa nel corso del mercato del gennaio: «Solo i pazzi cambiano squadra. Parla il terzo posto conquistato al termine del girone d’andata. Non ci siamo mai tirati indietro dal prendere buoni giocatori ma tenendo d’occhio il bilancio. Il contratto deve rispecchiare il valore del giocatore. Ho il merito di aver inaugurato un ciclo da Roma in giù ossia la figura del presidente che svolge il suo ruolo coi propri sacrifici». Un impegno che per ammissione del diretto interessato costa alle casse societarie ben cinque milioni e mezzo di euro come ingaggi. Il discorso si sposta sui colpi di mercato sfumati in passato: «Potevamo prendere Babacar due anni fa ad un prezzo molto più basso rispetto ad oggi, venendo sconsigliati da qualcuno al momento di acquistarlo. C’era la possibilità di prendere Keita ma anche in questo caso la trattativa non è andato in porta».  Lo sguardo ora è rivolto al futuro. Venerdì è indetta alle ore 11:00 la conferenza stampa in cui sono previsti gli interventi del Direttore Generale Massimiliano Taccone più un membro dell’area tecnica. Sarà l’occasione per presentare la campagna abbonamenti cui non mancheranno sorprese: «Faccio un appello ai tifosi: chi ha cuore l’Avellino sottoscrivesse l’abbonamento. Abbasseremo ulteriormente i prezzi».

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