Tesser vuol dire fiducia: ma i tifosi non sono d’accordo

Tesser vuol dire fiducia: ma i tifosi non sono d’accordo

Tesser è come Galbani: vuol dire fiducia. Ma il popolo biancoverde è diviso. Nel sondaggio lanciato dalla nostra testata nella serata di ieri (VOTA QUI) il 65% si è espresso a favore dell’esonero del tecnico di Montebelluna. E’ stata una giornata tormentata quella di ieri. Dopo il terzo ko di fila senza attenuanti (LEGGI QUI) a Trapani l’Avellino ha lasciato gli ormeggi in silenzio affidando le dichiarazioni del tecnico in un comunicato stampa diramato dalla società. Parole contrastanti che facevano a cazzotti con la realtà. Un Avellino incerottato che a detta di Tesser aveva giocato male nel primo tempo ma aveva combattuto nella ripresa. Ma a parte il cuore di D’Angelo e di pochi altri, alcune scelte tecniche discutibili avevano permesso all’Avellino di perdere l’ennesima partita. Nemmeno il rientro di Castaldo è servito a scuotere la squadra dopo le dichiarazioni deliranti di inizio settimana di un D’Angelo che aveva parlato di poca professionalità all’interno dello spogliatoio. Quasi a voler presagire l’ennesima sconfitta. Il dubbio amletico che attanaglia tutti è: la squadra è con Tesser? Sembrerebbe di no. L’Avellino ha persino smesso di lottare. Un organico ridotto a pezzi da infortuni che si succedono ad infortuni. Ma la società, ieri, ha scelto di non scegliere.  Martedì, forse, è troppo vicino. Arriva la Pro Vercelli e i lupi devono giocare per vincere. E’ stata una giornata ricca di incontri, telefonate, contatti. Che continueranno nelle prossime ore per non farsi eventualmente trovare impreparati al prossimo ko. Ormai il rapporto tra Tesser e la dirigenza è logoro. Consumato dalle sconfitte e dagli infortuni muscolari. In pratica, sono più quelli in infermeria che quelli arruolabili. Il popolo dei tifosi è deluso ed arrabbiato. Si chiedeva una scossa che non c’è stata. Martedì si sarebbe potuto scendere in campo anche senza un allenatore. Si sarebbe potuto puntare sull’orgoglio. O almeno capire se c’è ancora orgoglio e voglia di combattere. Taccone ha scelto la squadra della fiducia. Ci auguriamo che durerà fino a fine campionato con un Avellino capace di rialzarsi subito come ha fatto già in questa stagione inanellando una serie di risultati utili consecutivi che l’aveva portato, fino a tre giornate fa, ad uscire dalla zona pericolosa della classifica. Ed invece, dopo tre ko di fila contro Pescara, Perugia e Trapani l’incubo della retrocessione è tornato. Più di prima, più forte di prima. Perchè l’Avellino non lotta più. Segno evidente di un malessere diffuso all’interno di uno spogliatoio che non riesce più a seguire anche tecnicamente un allenatore che nella difficoltà di squadra di Trapani toglie Gavazzi per Soumarè e sull’1-1 fa fuori Trotta per D’Attilio. Inspiegabili tatticamente le due sostituzioni, specie la prima visto che era in campo già un inguardabile Bastien. Ma tant’è. Il presidente Taccone ha deciso per la conferma. Tesser si gioca tutto. Ora bisognerà far capire alla squadra che col fuoco non si scherza più. E che gli interessi della maglia vengono prima di quelli personali. Contro la Pro bisogna vincere. Senza se e senza ma. Tesser vuol dire fiducia. Martedì #tuttialpartenio. Anche se, obiettivamente, questa squadra non fa innamorare più. Si giocherà nel deserto e nell’indifferenza. Davanti a poco meno di 4mila spettatori. 

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