Trotta si, Trotta no: l’Avellino ha bisogno di punti non di prime donne

Trotta si, Trotta no: l’Avellino ha bisogno di punti non di prime donne

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L’Avellino sembra ruotare tutto intorno a Trotta. Trotta gioca, Trotta non gioca. E’ infortunato, non è infortunato. Può farcela, può non farcela. Ma cosa ha Trotta veramente? E perchè ogni volta che si parla di lui viene il mal di pancia a tutti? Cosa ha Trotta che altri non hanno? Forse il fiuto del gol. Anzi, di sicuro è il calciatore che segna più di tutti in squadra. E’ il capocannoniere: 5 gol, ad una sola realizzazione dalla testa della classifica marcatori. Dopo l’infortunio di Tavano, l’Avellino si è ritrovato con gli attaccanti contati. Ma doveva essere messo in preventivo. E qui l’errore è della società che ha ceduto all’ultimo minuto del calciomercato Pozzebon che oggi sarebbe servito come oro colato. E non è arrivato nessuno. Perchè Napol è un ragazzino che deve crescere e di sicuro non può essere considerato un attaccante su cui Tesser possa puntare nel breve periodo ed in partite importanti, come l’ultima, dove serve gente smaliziata e con esperienza per dare una mano alla squadra. Se Tesser oggi è con la coperta corta in difesa ed in attacco la colpa non è certo sua. Non può esserlo perchè, come negli altri anni, l’Avellino è stato costruito con un occhio al bilancio e con uomini contati. Nelle grandi squadre la differenza la fa la panchina. Non è il caso dell’Avellino. Bisogna stringere i denti. Aspettare Castaldo e sperare di arrivarci più in alto in classifica. Quindi inutile parlare di Trotta. E’ un calciatore come gli altri che chiede la sua chance di giocare in serie A. E se deve restare con il mal di pancia, vada pure. E’ una occasione per monetizzare il più possibile ed investire, magari, sul mercato. L’Avellino ha bisogno di punti non di prime donne. L’Avellino ha bisogno di salvarsi. Salvarsi. Che è una priorità. Una necessità.

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