REDAZIONALE – Via Tesser subito: azzerare i ruoli e ripartire

REDAZIONALE – Via Tesser subito: azzerare i ruoli e ripartire

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Azzerare i ruoli in squadra, far capire ai calciatori che bisogna giocare col sangue agli occhi, dare una nuova chance a chi non l’ha mai avuta per scelte tecniche o capricci dell’allenatore stesso (Nitriancky e Tutino su tutti). Recuperare il morale (troppe volte i calciatori sono stati, forse inconsciamente, ripresi dall’allenatore che tirava spesso in ballo l’assenza di Castaldo). Recuperare lo spogliatoio e la tranquillità. Solo così l’Avellino può rialzarsi. Solo così la squadra potrà capire che col secondo allenatore non ce ne sarà per nessuno. E non ci saranno nuovi alibi. Inutile nascondersi dietro ad un dito o continuare a mettere la testa nella sabbia. Gli errori sono stati commessi a monte. Dopo l’addio di Rastelli la società, con De Vito e Taccone jr in primis, hanno voluto svoltare. Scegliendo un allenatore offensivista come Tesser, uno con più esperienza rispetto al predecessore, trascurando l’aspetto tecnico. Con Rastelli la squadra giocava sicuramente più coperta (parlano i gol subiti), era più accorta e davanti riusciva a segnare. ma il rapporto tra Rastelli e la società  stato in discussione. Solo negli ultimi mesi della passata stagione agonistica quando più volte Taccone sr e il tecnico del Cagliari si sono scontrati sugli obiettivi. Taccone chiedeva la A, Rastelli da buon motivatore glissava e diceva che dovevamo solo salvarci. Alla fine, sappiamo come è andata. Ma Tesser non sembra avere doti di motivatore come Rastelli. E’ più freddo e distaccato e in uno spogliatoio fatto in prevalenza di campani, probabilmente la cosa non è stata gradita o gestita. Lo spogliatoio non sembra essere con l’allenatore. Altrimenti non si spiega la prestazione del secondo tempo contro Perugia. Si continua a perdere tempo. Il rapporto ormai è logoro: tra squadra, calciatore e società non c’è più armonia. Hanno sbagliato tutti fino ad ora: il tecnico che ha avallato scelte societarie nella costruzione della rosa che non si identificava nel suo credo, la società che ha sperato, ancora una volta, di pescare lontano dall’esperienza calcistica italiana mettendo su un organico con voragini in difesa e a centrocampo. Bisogna resettare tutto. Nulla contro Tesser ma continuare ad insistere su di lui significherà prolungare ancora l’agonia. Rimandarla magari a tra qualche giornata. E alla prossima sconfitta sarà sempre la stessa storia.

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