Vigorito: “un uomo nuovo” per ricominciare a sognare…

Vigorito: “un uomo nuovo” per ricominciare a sognare…

Un uomo nuovo al comando. Come ai bei tempi che furono. Un uomo capace con “piglio”, competenza e un pizzico di sana follia, ma soprattutto con “la materia prima” a disposizione, di condurre l’Avellino Calcio dove nessuno è riuscito nell’ultimo altalenante ventennio. Il calcio è cambiato, i soldi non bastano, l’esperienza di Moratti lo insegna. Eppure l’Inter alla fine tanti sforzi li ha visti ripagati in una sola volta, con quello storico triplete targato Mourinho.  Anche se è stato facile sprofondare di nuovo nel baratro dell’anonimato. Vuoi o non vuoi, fortuna o non fortuna, “senza soldi non si cantano messe”. Il punto di partenza per fare calcio ad alti livelli e strappare i campioni alla concorrenza altrui è il “vile denaro”. Anche se i tempi sono difficili e la crisi incombe, i “presidenti sognatori e spavaldi dai grandi mezzi” sono sempre destinati a dominare la scena. Magari per un pò.  Non per sempre. Ma come si dice meglio un giorno da leone che cento da… E allora se ci sono i soldi ti puoi anche permettere di sbagliare. Puoi decidere di investire, di provarle tutte per salire “sul carro dei vincitori”. Puoi provare a cambiare il destino di una squadra e di una città. Oreste Vigorito  nelle ultime ore è il nome nuovo dell’Avellino calcio. Realtà o fantasia, sarebbe davvero il nome della svolta. Vigorito ad  Avellino? A pensarci bene è un affare meglio di qualunque Tavano o  di qualunque bomber da 20 goal a campionato. “Osannato” e criticato, Oreste ha fatto grande il Benevento. Poi le vittorie sono sfumate per un soffio, magari per mancanza di fortuna o scarsa competenza di qualcuno. Ma lui, che da qualche anno ha concentrato un pò dei suoi affari in città, ora ha lasciato il capoluogo sannita ed è libero di “dare sfogo” altrove alla sua passione. Enorme, infinita, corroborata da grandi mezzi. Vigorito ha voglia di vincere: Avellino è la piazza che fa per lui. Ma forse stiamo correndo un pò troppo. Perchè l’ Avellino un Presidente ce l’ha già. E a Taccone va dato il merito di averci risollevato dall’anonimato e dagli “inferi” della serie D, conducendoci fino alla seconda serie nazionale. Le voci di poche ora fa hanno però “illuminato di immenso” un inizio estate davvero anonimo per il calcio Avellino. Qualcosa dall’addio di Rastelli è cambiato. Qualcosa dopo quel maledetto palo di Castaldo al Dall’Ara ha spezzato la magia. Un allenatore che dopo due anni ad alto livello in B, nonostante gli evidenti difetti di gestione della propria personalità soprattutto nei post partita, lascia la città per “sposare” i sogni e i milioni del Cagliari ma che forse, cosa più importante, aveva “bussato” a sostanziosi rinnovi “a casa Taccone” ricevendo un gentile “no grazie”. Meglio andar via da vincitore. La retorica non fa una grinza. Della serie “qui meglio di così non potrò mai fare”… Dopo il boccone amaro di Bologna è iniziata una “pre-campagna acquisti” che definire in sordina è dir poco. E’ vero, siamo ancora a giugno, eppure Avellino sembra il set del film “Ti lascio perchè ti amo troppo”. Tutti a ribadire il loro amore per la maglia, tutti a ringraziare per un’annata indimenticabile…tutti a dedicarci il commovente commiato via social (Rastelli per fortuna ce lo ha risparmiato…) Poi valigia alla mano si bada al sodo e si sceglie la sicurezza economica di piazze come Cagliari, Bari, Livorno. Che oggi forse hanno maggiori possibilità di investimento. Un pò di preoccupazione serpeggia tra i tifosi biancoverdi.  Dopo un’annata “di forti emozioni”, nutri sempre la speranza di non veder andar via i pezzi pregiati. Ma la sensazione, legittima, è che Taccone debba gioco forza “recuperare” gli investimenti fatti. E che il destino di elementi cardine come Pisacane sarà lontano da Avellino. Tutto questo a fronte di quali arrivi? Tesser saprà condurci verso un’annata ambiziosa? O dovremo “patire” per conservare la categoria dopo aver sognato a lungo il grande salto? Le incognite sono legittime. Vigorito potrebbe essere la chiave per “dare ossigeno” a Taccone. Immaginando poi che presto o tardi voglia essere lui “l’uomo solo al comando”. Se confermato, l’ingresso dell’ormai ex presidente del Benevento in società, seppur per ora come “semplice” sponsor, darebbe nuova linfa vitale ad una campagna acquisti “sofferta”. Oggi come “socio” e come “sostegno” di Taccone, domani come massimo dirigente, Vigorito è il nome nuovo di questo inizio estate decisamente “anonimo”, all’insegna solo dei “grandi addii”. Lo ha ribadito anche Taccone in queste ore. Arriverà un grande bomber dalla serie A. Potrebbe arrivare da Empoli il primo regalo di Oreste Vigorito, perchè è lui il nome nuovo per la calda estate dell’Avellino.

 

di Alfredo Iannaccone

la foto è tratta dal sito gazzettadibenevento.it

 

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