7 come stagioni, 8 come numero di maglia, 4 come i gol: D’Angelo è tornato grande

7 come stagioni, 8 come numero di maglia, 4 come i gol: D’Angelo è tornato grande

La rinascita dell’Avellino passa specialmente da quella dei suoi giocatori più rappresentativi. D’Angelo ha trasmesso la sua grinta e la sua determinazione ai suoi compagni e questo è sicuramente uno dei fattori determinanti che sta trascinando l’Avellino alla scalata della classifica

“Tempo da lupi, è solo tempo da lupi…” così cantava la Curva Sud sabato pomeriggio a cavallo tra la prima e la seconda frazione di gioco. Una vera e propria tempesta quella che si è abbattuta sullo stadio Partenio-Lombardi già dalle prime ore di sabato e che non ha lasciato scampo alle due squadre per tutta la partita. La bufera però, non ha fermato gli uomini di Novellino che, nonostante le pessime condizioni del terreno di gioco, si sono comportati da veri lupi, conquistando la terza vittoria consecutiva.

Una vittoria nel segno del capitano, Angelo D’Angelo, autore di una doppietta. Il giudizio sulla prestazione del numero 8 non può limitarsi solo alle due reti segnate nel primo tempo, perché la sua partita è stata perfetta, dal primo all’ultimo minuto di gioco: una delle migliori performance della stagione. Grinta, sudore, dedizione, attaccamento alla maglia e alla città, sono queste le caratteristiche che hanno sempre accompagnato Angelo D’Angelo fin dal suo primo giorno con la maglia biancoverde: un’avventura cominciata nel novembre 2009, quando l’Avellino militava in serie D, e destinata a continuare, sempre con i colori bianco e verde cuciti addosso. Anno dopo anno, partita dopo partita, il centrocampista originario della provincia di Salerno, è entrato sempre di più nei cuori dei tifosi irpini, dimostrando di aver capito il grande valore e il significato di indossare la maglia biancoverde. È l’unico superstite dall’anno del fallimento della precedente gestione societaria ad oggi: da sette stagione consecutive con il lupo in fondo al cuore, dalla D alla B, Angelo D’Angelo si è sempre contraddistinto per serietà e professionalità sia dentro che fuori dal campo, mai una parola fuori posto e sempre pronto a metterci la faccia, specialmente nei momenti più difficili. La scorsa estate alcune voci lo davano per partente, ma lui ha continuato a lavorare e a dare sempre il meglio di sé in campo. In un calcio dove scarseggiano sempre di più le cosiddette “bandiere”, il nostro capitano è sicuramente un esempio da seguire, una figura fondamentale all’interno dello spogliatoio, un uomo prima che un calciatore, esattamente quello che i tifosi vogliono da chiunque indossi questa maglia.

La rinascita dell’Avellino passa specialmente da quella dei suoi giocatori più rappresentativi. D’Angelo ha trasmesso la sua grinta e la sua determinazione ai suoi compagni e questo è sicuramente uno dei fattori determinanti che sta trascinando l’Avellino alla scalata della classifica.

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