All-In #AvellinoProVercelli: Omeonga, il cervello biancoverde

All-In #AvellinoProVercelli: Omeonga, il cervello biancoverde

La nostra redazione questa settimana punta tutto sul giocatore che mette ordine e idee in questa squadra

La partita della verità. Benché sia solo la settima giornata, sembrano non esserci altre definizioni per la sfida che sabato al Partenio metterà Avellino e Pro Vercelli l’una contro l’altra. Se volete potete chiamarla anche ‘scontro diretto’, ma la sostanza non cambia. Partite come quella di sabato sono da non sbagliare se si vuole raggiungere la salvezza. In casa, contro una diretta concorrente. Vincere significherebbe agganciare la Pro (reduce dal successo interno contro il Cesena) e soprattutto permetterebbe all’ambiente biancoverde di lasciarsi alle spalle una settimana davvero non facile. Prima il pareggio di Vicenza, che ha lasciato un po’ di amaro in bocca viste le occasioni sprecate e la qualità non eccelsa dei veneti. Poi tra deferimenti, sanzioni varie e chiusura della Tribuna Terminio, il mondo biancoverde ha avuto davvero poco da sorridere. Eppure, in mezzo a tutte queste nubi ha brillato una giovane stella, quella di Stephane Omeonga. Con l’ottima prestazione di sabato, l’ex centrocampista dell’Anderlecht ha fatto vedere di che pasta è fatto. Ormai da anni l’Avellino è alla ricerca di un mediano dai piedi buoni, che sia capace di dettare i tempi di gioco, di verticalizzare e di velocizzare la manovra. Un leader capace di prendersi la squadra sulle spalle. Omeonga ha solo venti anni, ma sta dimostrando di potersi candidare a quel ruolo.

La sua prova al Menti è stata impeccabile. Buone giocate, maturità e intelligenza tattica. Un paio di ottime aperture (quella poi sprecata da Ardemagni grida ancora vendetta), una buona abnegazione anche in fase di copertura. Avanzato di qualche metro dopo l’ingresso di Jidayi, Omeonga è riuscito ad aumentare la pericolosità offensiva dei suoi, facendo anche ammonire tre biancorossi. Qualità e quantità, geometrie e schermo. Con la Pro Vercelli Toscano avrà bisogno di un uomo che sappia piazzare la giocata all’improvviso e che possa anche congelare il gioco, dettando i tempi della manovra. Servirà un cervello di gioco. Servirà Stephane Omeonga, il nuovo gioiello biancoverde.

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