All-In #AvellinoTrapani: il talento di Verde per riaccendere i lupi

All-In #AvellinoTrapani: il talento di Verde per riaccendere i lupi

La scialba prestazione di Chiavari ha rimesso in luce molti problemi che l’entusiasmo per l’arrivo di Ardemagni aveva messo in secondo piano

Parola d’ordine: rialzarsi. Non ci sono alternative per l’Avellino di mister Toscano dopo la brutta sconfitta subita per mano dell’Entella. La gara con i liguri ha rappresentato una vera e propria doccia gelata per l’intero ambiente biancoverde. La scialba prestazione di Chiavari ha rimesso in luce molti problemi che l’entusiasmo per l’arrivo di Ardemagni aveva messo in secondo piano. L’Avellino è ancora un cantiere aperto. Com’è normale che sia per una squadra che cambia allenatore e la stragrande maggioranza della rosa. E con un nuovo modulo di gioco adottato a soli dieci giorni dall’inizio del campionato. Ci sarebbe bisogno di tempo. Ma la B non ne concede, le altre squadre già corrono. E allora bisogna trovare rimedi immediati già per la sfida al Trapani. La difesa ha commesso errori imperdonabili, rievocando i vecchi fantasmi della scorsa stagione. L’assenza di Biraschi pesa, eccome se pesa. Donkor si è lasciato travolgere dalla sua stessa esuberanza e dall’inesperienza dei suoi 20 anni. Jidayi è apparso in seria difficoltà tattica prima ancora che fisica, così come Gonzalez. La speranza di Toscano si chiama Djimsiti: l’albanese dovrà dimostrarsi pronto già da sabato. L’altro allarme rosso arriva dalla linea mediana. Zero idee, zero intensità. La palla circola troppo lentamente: l’assenza di un regista classico è evidente. Preoccupante la condizione fisica di alcuni giocatori-chiave come D’Angelo e Gavazzi. Lo stesso Lasik, che nel giorno della presentazione ha detto di trovarsi meglio in una mediana a due, è apparso in grande difficoltà. Non si sono visti, pertanto, nemmeno gli inserimenti senza palla che Toscano chiede ai suoi interni. Di tutto ciò hanno risentito gli attaccanti, specie Mokulu, che non hanno praticamente mai ricevuto palla. Il solo Belloni ha trasmesso l’idea di poter accendere la luce in casa biancoverde. Ecco di cosa ha bisogno l’Avellino nell’immediato. In attesa di oliare i meccanismi di squadra, c’è bisogno di chi accenda la luce e nasconda i problemi. Nessuno meglio di Daniele Verde. L’Avellino non può permettersi di rinunciare al talento del classe ’96. Lo dimostrano gli spezzoni di gara giocati contro Brescia ed Entella. All’esordio da una sua punizione era nato il gol, poi annullato, di D’Angelo. Con l’Entella non ha inciso concretamente, ma è servito a dare fantasia e vitalità ad una squadra spenta. Toscano sta lavorando in questi giorni per trovargli la collocazione adeguata. Verde è un esterno, ma sa essere pericoloso anche da trequartista. Con la sua velocità il giovane scuola Roma potrebbe affondare gli statici difensori siciliani. Riaccendendo così la luce e scalando le gerarchie. Verde…speranza.

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