Angelo D’Angelo e quei novanta minuti che raccontano 200 battaglie in maglia biancoverde

Angelo D’Angelo e quei novanta minuti che raccontano 200 battaglie in maglia biancoverde

Il capitano dell’Avellino con il match di sabato ha tagliato il traguardo di 200 presenze in campionato con la maglia dei lupi

Quando si racconta una storia spesso si parte dal principio, da quando è iniziata. Le storie di calcio sono diverse e delle volte ci sono momenti cosi importanti in un percorso che stravolgono le regole. E cosi hai voglia di parlare di un legame lungo 191 partite tra serie D e B, 7 turni di play-off e 2 di supercoppa che fanno 200 partite a colori biancoverde, analizzando soltanto l’ultima. Per un motivo ben preciso in realtà: perché quella partita sembra contenere tutti i passi necessari per raccontare tutto il resto. Una partita che parla dell’Avellino e del suo capitano: Angelo  D’Angelo.

“Il momento più difficile da quando sono qui” sono le parole da dove inizia questa storia, le parole di chi sente il peso di una responsabilità mai percepita così difficile. Le dichiarazioni di un martedì di ottobre in vista di un match importantissimo che andrai a giocare senza chi per mestiere deve capitalizzare tutto il sudore che versa la squadra. Si fa difficile senza attaccanti ma è già dura perchè la tensione e alta e in serie B gli avversari corrono e non aspettano. Poi arriva il momento della verità e il destino vuole ancora una volta sottolineare che chi ci crede ha diritto di sperare, chi corre a testa bassa prima o poi la rialza per gioire, chi lotta vince. Attenzione, esperienza, un tocco e un inchino. A raccontarla così sembra davvero facile.

Per Angelo D’Angelo è cosi da 200 partite. Lupo nella terra dei lupi ha deciso di restare anche quando il vento spingeva la sua rotta verso altre direzioni. Arriveranno altre difficoltà, le storie da raccontare sono così ma chi ha quella fascia sul braccio non potrà mai tirarsi indietro. Quella fascia che ieri aveva un simbolo sopra, il simbolo di Avellino che scandisce da decenni il tempo della città. Un tempo che in un campo di calcio trasforma duecento partite in novanta minuti, un capitano in un condottiero e una storia di calcio in un amore chiamato Us Avellino.

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