Avellino Calcio – Da Ladispoli a Rieti, riviviamo insieme la trionfale cavalcata biancoverde

Avellino Calcio – Da Ladispoli a Rieti, riviviamo insieme la trionfale cavalcata biancoverde

di Filippo Abbondandolo, @filippoabb

Ci siamo. L’Avellino ha fatto suo lo spareggio con il Lanusei ed è tornato nel calcio professionistico. La festa è appena agli inizi. Riviviamo insieme la lunga e trionfale cavalcata biancoverde, cominciata una domenica di settembre in quel di Ladispoli e culminata con la spettacolare vittoria di Rieti di ieri pomeriggio.

Scottato da una delle estati più bollenti della sua storia e costruito in fretta e furia nel ritiro di Sturno, l’Avellino di De Cesare comincia il suo percorso in Serie D con la rotonda vittoria in casa del Ladispoli (4-1) in una domenica di settembre. L’inizio dei lupi è molto promettente (13 punti nelle prime 5 giornate) con il solo mezzo passo falso interno con l’Anagni (1-1) ad intaccare un percorso altrimenti perfetto. Sembra il prologo di una cavalcata vincente e solitaria, non sarà così. I pesanti ko in casa di Atletico (1-4) e Flaminia (0-3), intervallati dal successo casalingo contro il Lanusei (2-1), fanno emergere i primi dubbi. L’Avellino di Graziani viaggia a una doppia velocità. La squadra sicura del Partenio-Lombardi si smarrisce appena mette il naso fuori di casa. Il tecnico non riesce ad apportare i correttivi giusti e finisce anche per scontrarsi con la piazza. Una piazza che mai veramente è entrata in sintonia con l’ex allenatore di Mantova e Lanusei. Tra alti e bassi si arriva alla sfida primato con il Trastevere. L’attesa è quelle delle grandi occasioni, il risultato un colpo al cuore di tutto l’ambiente. La squadra amaranto passeggia e saccheggia il tempio irpino con un pesantissimo 4-1. Le scelte del tecnico destano grande scetticismo, il popolo biancoverde chiede a gran voce la sua testa. La società si prende qualche ora di riflessione prima di dar vita al ribaltone: via Archimede Graziani, dentro Giovanni Bucaro, seguito in Irpinia dal vice Cinelli. Un duo che ne ha viste tante nel mondo del calcio, anche con la maglia del lupo sulla pelle.

Il vento di Budoni posticipa il debutto della nuova gestione, con il tecnico palermitano che bagna l’esordio con il facile 6-1 ai danni della Lupa Roma. Sembra l’ora della rinascita, ma il ko di Sassari con la Torres (0-2) ed il pari interno con il Latina (1-1 con cui si chiude il girone d’andata) dipingono uno scenario diverso. I biancoverdi chiudono l’andata con 34 punti a 7 di distanza dalla coppia di testa Lanusei-Trastevere. C’è bisogno, dopo aver dato via alla rivoluzione in panchina, di apportare qualche modifica anche alla rosa. A poco a poco il lupo cambia pelle, anche grazie al lavoro certosino del ds Musa, supportato in tutto e per tutto da una proprietà sempre attenta e presente. Il girone di ritorno comincia esattamente come quello d’andata (3 vittorie di fila, il pareggio contro l’Anagni) ma stavolta contro il Cassino arriva un amaro ko (1-2) che fa sprofondare De Vena e compagni a 10 punti dalla sorprendente capolista solitaria Lanusei (54 punti a 44). La tifoseria fa sentire tutta la sua delusione, la proprietà chiede conto a staff tecnico e calciatori. In terra laziale nasce il patto che cambierà il volto alla stagione. 3 vittorie consecutive, tra cui il pesantissimo blitz del “Lixius” di Lanusei (2-0), riportano l’entusiasmo a galla, subito raffreddato però dall’immeritato ko in casa del Latte Dolce (0-1). A dieci giornate dal traguardo i biancoverdi navigano al quarto posto in classifica (53 punti) a 7 passi di distanza dalla formazione di Gardini (60). Credere di riaprire i giochi sembra utopistico, ma nasce un nuovo patto tra squadra e ambiente: vinciamole tutte e vediamo quello che succede. Da lì il lupo affila gli artigli e non si ferma più. Arrivano 7 successi consecutivi (impreziositi dal blitz di Trastevere (2-0) con cui si blinda il secondo posto in classifica), ma il distacco dalla vetta resta di 5 punti, con la capolista che perde pochi colpi risolvendo la pratica spesso e volentieri nei minuti di recupero. Il giovedì di Pasqua regala però emozioni forti. L’Avellino passa col brivido in casa della Lupa Roma (2-1), il Lanusei va ko in casa del Trastevere (0-1). L’uovo è dolce per i biancoverdi, amaro per i sardi. A 2 giornate dalla fine le distanze si accorciano a soli 2 punti. La penultima giornata è un’altra altalena di emozioni. Bucaro ribalta la Torres, Gardini riacciuffa (ancora una volta in extremis) il Budoni. L’aggancio in classifica è cosa fatta. Tutti a Latina per spingere la squadra verso la promozione. Al “Francioni” non c’è storia. De Vena e Tribuzzi sbrigano la pratica nel primo tempo e tutto il popolo biancoverde si mette in attesa di buone nuove da Rocca Priora. Lì il Lanusei fatica e non poco contro la già retrocessa Lupa Roma di Marco Amelia. Gli ultimi minuti sono interminabili, il punteggio non si schioda dall’1-1. La beffa arriva come sempre nell’extra time. Floris trova il pertugio giusto e rinvia tutto allo spareggio. Tra polemiche e punzecchiature varie. Il resto è storia di ieri. La marea biancoverde che invade Rieti. Il perfetto cross di Parisi per la capocciata di De Vena. Il miracolo di Viscovo su Bernardotto. Il cinismo di Tribuzzi. Il fischio finale che profuma tanto di liberazione. Il record che si aggiorna: undici vittorie consecutive. La gioia del capitano Santiago Morero, l’anello di congiunzione tra la B persa in estate in tribunale e la C conquistata con una grande impresa sul campo. Le lacrime di Sforzini, la rivincita di Musa. La felicità di Bucaro e Cinelli. L’entusiasmo del presidente Mauriello, la pacatezza di De Cesare. Lo sguardo del patron vale però più di mille parole.

Ci siamo. La festa può avere inizio. L’inferno della D è salutato, arriva il Purgatorio della C. La scalata verso il Paradiso è appena cominciata.

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