Avellino Calcio – Musa: “Il mio futuro dipende dalla società e dal finale di stagione. Ad Avellino sto bene, bella realtà”

Avellino Calcio – Musa: “Il mio futuro dipende dalla società e dal finale di stagione. Ad Avellino sto bene, bella realtà”

di Redazione Sport Avellino

Carlo Musa, disse biancoverde, torna a parlare ai microfoni della stampa locala, rilasciando un intervista ad una nota trasmissione sportiva locale, condotta dalla giornalista Maria Stanco.  Una chiacchiera distesa con il diesse che racconta i propri inizi di carriera e la sua passione calcistica. Ecco le parole di Carlo Musa: ” Per me è stato molto emozionante venire qui ad Avellino. Quando mi hanno chiamato mi sono emozionato ma non ho gioco troppo perché ero da subito concentrato per l’obiettivo da raggiungere. Quando mi sono recato alla conferenza di presentazione mi sono reso della passione che ruota intono a questa piazza. Non sento questa grande pressione della tifoseria, nel senso che la vivo bene, ricevo attestati di stima ed anche critiche come giusto che sia. Ho giocato a calcio fino a 21 anni perchè fin da subito avevo la passione per l’ambito dirigenziale, vinsi questo campionato per una promessa fatta ad un amico venuto a mancare. Dopo la laurea ho conseguito l’abilitazione per i dilettanti, una passione trasmessa da mio padre che mi portava nei campi di periferia a vedere le partite fin da piccolo. Sono contento di aver fatto qualsiasi ruolo in ogni società dove sono stato, dall’allenare i ragazzi passando dal magazziniere. Dopo il master a Coverciano mi sono preso una pausa, dopodiché mi sono lanciato nell’avventura della Lupa Roma con l’obiettivo della salvezza. Conquistato l’obiettivo è arrivata la chiamata di Alberani; De Cesare aveva richiesto manager giovani e dopo un lungo colloquio che ho svolto separatamente con entrambi è arrivata la chiamata tanto sperata.

Non nego le difficoltà iniziali, ripartire da zero,  avevo mille pensieri in testa ma l’ho vissuto con tanta passione e voglia. L’obiettivo era quello di trovare i giusti profili con cui iniziare un progetto serio per questa città. Le figure professionali con cui mi sono ritrovato a lavorare hanno permesso di colmare d subito il gap iniziale provocato dalla partenza in ritardo della stagione.

Il momento peggiore della stagione lo lego all’esonero di Graziani perchè credevo in lui. La squadra la vivo in maniera viscerale, come se fosse un bambino di cui prendersi cura. Ho sempre sognato di far il direttore sportivo e farlo qui in questa città è fantastico. Ho trovato una città che mi ha accolto bene, con lo staff della Scandone abbiamo legato tantissimo divenendo una grande famiglia. Io spero di raggiungere determinati obiettivi, passo dopo passo, adesso sono concentrato su questa stagione. Non so se ho superato le diffidenze iniziali sopraggiunte dal pubblico avellinese, ma tutti hanno riconosciuto in me valori importanti tra cui anche l’onestà. Avellino mi piace per viverci, ho preso una casa in centro perchè la trovo a dimensione umana, molto vivibile.

Ogni direttore ha i suoi modi di vivere il campo, a me piace stare vicino alla squadra, parlargli, aiutare tutto lo staff. Da quando sono qui la mia vita è cambiata tanto, per la prima volta vivo da solo e devo dire che non ero abituato a far tutto da solo. 

Ricordo benissimo la festa promozione dell’Avellino quando vinse contro il Napoli nei playoff di Serie C, ero di ritorno dalla Puglia con mio padre e sull’autostrada vedemmo i ponti pieni di gente festante. Ne ho sempre parlato con CInelli che fu uno dei protagonisti di quella giornata. Ho visto le immagini di Cecere ad Avellino poiché anch’io ero portiere e ricordo benissimo la Legge del Partenio. Tifo per il Milan ma ad esser sincero mi sono un pò allontanato, un pò per lavoro un pò per alcune cose che mi hanno fatto disinnamorare.

La mia famiglia è sempre al mio fianco, anche loro sono appassionati di calcio e quando possono mi vengono a trovare, forse sentono di più loro la tensione, infatti gli consiglio di starne fuori perchè hanno un carattere diverso dal mio e non riescono a resistere quando leggono alcune cose negative sul mio conto. Il risultato finale può incidere sul mio futuro e sulle future scelte della società, il mio contratto scade a giugno ma i matrimoni, i rinnovi si fanno in due. Pensiamo al campionato e mi auguro di rimanere qui.”

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