Calcio, Antonio Cabrini: “Che battaglie contro l’Avellino. I lupi facevano tremare tutti”

Calcio, Antonio Cabrini: “Che battaglie contro l’Avellino. I lupi facevano tremare tutti”

Allo Juventus Club di Ariano Irpino, il mitico Antonio Cabrini ha parlato del suo passato bianconero e dei confronti in Serie A con l’Avellino.

di Marco Costanza, @MarcoCostanza5

Campione del Mondo 1982, uno dei terzini più forti della storia del calcio italiano. Ha vinto tutto con la Juventus anni ’80, anni in cui ha vissuto da vicino l’epopea dell’Avellino in Serie A. 

Una bella serata ad Ariano Irpino dove allo Juventus Club ha presenziato tra gli altri una leggenda come Antonio Cabrini. Parole sul suo passato glorioso alla Juventus ma anche le tante battaglie contro l’Avellino nei mitici anni della Serie A dei lupi, ai quali ha segnato anche due gol nel 1981 e 1986. Anche ai nostri microfoni il “bell’Antonio ha analizzato anche le differenze tra il calcio di oggi e quello degli anni ’80.

Queste le sue parole: “E’ sempre bello incontrare così tanti tifosi. La Juventus poi è in un momento molto felice e quindi c’è tutta questa allegria portata anche dai risultati. Cosa è cambiato nel calcio degli anni ’80 ad ora? Tante cose. Sia a livello agonistico che a livello societario. Ora le società sono ornai delle aziende, prendiamo esempio proprio la Juventus che è un modello da seguire per tutti. Il mio ricordo più bello alla Juventus? Tanti ricordi belli di successi, sono stati 13 anni belli, i una società che vinse tutto e che mi fece arrivare a raggiungere tanti traguardi. L’Italia? E’ in un momento di ricostruzione dopo il fallimento della mancata qualificazione ai mondiali. Ora Mancini sta lavorando per rimodernare l’assetto della Nazionale e credo che stia iniziando bene e che possa ottenere degli ottimi risultati”. 

Un ricordo infine dei 10 anni che ha visto l’Avellino in Serie A, con storiche battaglie che ha visto protagonista la sua Juve contro i lupi: “Erano partite sempre molto tirate perchè comunque l’Avellino non era l’ultima ruota del carro. Il presidente Sibilia costruiva sempre una grande squadra, composta da grandi uomini e grandi lottatori che non la davano mai per vinta a nessuno. Non era facile vincere contro l’Avellino, che spesso aveva anche giocatori di qualità e tanti giovani che venivano lanciati. Era una bella realtà del calcio italiano, per non parlare dei tifosi, che davano una marcia in più a quella squadra soprattutto al Partenio dove era difficile strappare un successo per chiunque. L’Avellino era la provinciale che più faceva tremare le grandi”. 

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