I derby certificano alcune cose: questo ragazzo merita la serie A ma…

I derby certificano alcune cose: questo ragazzo merita la serie A ma…

Un giocatore che fa la differenza e che con l’aiuto di Walter Novellino sta dimostrando che la serie B gli va davvero stretta

Può un solo giocatore cambiare l’andamento di un match, rompere gli equilibri, realizzare ciò che chi guarda sogna? Ad Avellino, oggi, c’è un nome per dare una risposta a tutte queste domande: Daniele Verde. Walter Novellino, arrivato appena da quattro turni di campionato, ci ha parlato con Daniele. Lo ha fatto con tutti gli effettivi della rosa biancoverde, ed ha compreso che il giovane ha voglia di sacrificio. Lo sposta dalla destra alla sinistra ma sempre a fare il pendolino sulla fascia perchè va bene attaccare ma per vincere bisogna correre anche all’indietro. E allora Verde non ci pensa e cosa fa? Mette il suo piede in tutti i gol che l’Avellino riesce a segnare. Lo fa di suo e quando non può “utilizza” i compagni come arma finale della sua strategia tecnica. La testa di Castaldo a Bari, quella di Jidayi nel derby e lo scavetto per Ardemagni come quello targato Roma a Ljajic non sono assist ma gol già segnati. Fa gol all’Ascoli, al Benevento e alla Salernitana con una facilità disarmante.

Non basta.

Quello che lo distingue dagli altri calciatori è la voglia di sacrificio dicevamo. Corre all’indietro e chiude per ben tre volte quando sembra stremato. Il pareggio della Salernitana sembra cosa fatta ma anche li è sulla linea di porta a deviare ed esultare come per un gol. Anche quando sbaglia in contropiede c’è la voglia di servire il compagno meglio piazzato e i pugni a terra sono la rabbia di chi vuole fare sempre bene e basta ma c’è da rimprendere immediatamente la posizione. Avellino ha il suo nuovo “piccolo” idolo a cui aggrapparsi. Lo sapevamo già ma il derby certifica alcune cose che solo queste partite possono fare. Il ragazzo merita la serie A, non ci giriamo intorno. Prima c’è una missione da compiere e Daniele sa quanto è importante per questa gente. Lo sa da quando a Sturno uscì a ringraziare il popolo biancoverde che aspettava un’amichevole sotto una pioggia torrenziale. Lo sa perchè quando Toscano non lo utilizzava a sufficienza, per non alimentare polemiche, diceva che “poi si… fisicamente non sto tanto bene“. Lo sa perchè ci mette la stessa grinta quando attacca e quando deve rientrare. Lo sa perchè ha dei colpi da serie A anche se prima c’è quella maledetta missione da compiere.

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