“Io conosco cosa ha fatto De Vito con il settore giovanile”

“Io conosco cosa ha fatto De Vito con il settore giovanile”

La difesa della società, atta probabilmente a tenere una clemenza nella squalifica, lascia allibiti tutti. “Enzo De Vito sapeva – ha confessato il patron”. Per noi non è così e vi spieghiamo il perchè

La sentenza di oggi che ha portato all’inibizione del patron Walter Taccone e alla pesante multa (LEGGI QUI) per me non regge. Perchè Enzo De Vito, direttore sportivo da anni in prima squadra, sapeva che il settore giovanile era gestito da terze persone ma non ne era il responsabile. Non poteva esserlo. Non ha mai avuto incarichi di supervisione nel settore giovanile, almeno nella passata stagione. La difesa del patron ha ottenuto i frutti insperati. Ottenere il minimo della inibizione (richiesta 18 mesi rispetto ai 6 sanzionati) e una forte riduzione sulla ammenda (richiesta 15mila a fronte dei 10mila concessi). Enzo De Vito è un Maestro del settore giovanile. Maestro con la M maiuscola. Come lo sta dimostrando in prima squadra. Lui è nato con i baby. E’ nato per scoprire i talenti. E’ nato per costruire squadre con zero euro. Zichella. Vi dico Zichella. Se non lo ricordate, cercatelo su Google. Non ve lo dirò io. Andate a ricordare quel settore giovanile che costruì nella gestione Pugliese (scusate, ho dovuto pronunciare quel cognome ma è solo per legarlo all’epoca). Quel miracolo costruito con la Primavera rimane nella storia. Da lì è partito Enzo De Vito. Nel leggere le motivazioni del dispositivo allegato nel link qualche dubbio è sorto. Ma se davvero Enzo De Vito era il responsabile del settore giovanile lo scorso anno, deve dimettersi subito. Lo deve fare adesso. Senza se e senza ma. Chiedendo scusa alla città, alla provincia, al mondo calcistico intero. Ma lui non ne era il responsabile. Lo sanno tutti, pure le pietre a terra. Quindi non comprendiamo la difesa del patron. Perchè “macchiare” la figura professionale di Enzo De Vito che nella vita oltre al diesse è anche un valido avvocato ed un imprenditore serio? Abbiamo provato a sentirlo ma il cellulare dell’attuale diesse è spento. Una replica forse non arriverà. Se lo conosciamo solo un poco vorrà evitare di gettare altra benzina sul fuoco di un caso che diventa nazionale per la portata e le denunce arrivate in procura. Ma di certo, questa sentenza, letta accuratamente nelle motivazioni (dovete leggerla anche voi) mina un rapporto con la società fin qui idilliaco. Pazienza. E’ l’inizio della fine? Speriamo di no.

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