L’analisi: Avellino-Bari, la prima delle tre “finali” finisce in pareggio

L’analisi: Avellino-Bari, la prima delle tre “finali” finisce in pareggio

Un punto tutto sommato buono per la classifica anche perchè ci consente di guadagnare una lunghezza sulla zona play-out

La prima delle tre “finali” che attendono l’Avellino è stata archiviata con un pareggio, un punto tutto sommato buono per la classifica anche perchè ci consente di guadagnare una lunghezza sulla zona play-out, visti i risultati delle dirette contendenti alla lotta per non retrocedere.

Contro un Bari decimato dalle assenze e dagli infortuni in realtà, ci si aspettava qualcosa in più dai biancoverdi ed invece l’approccio è stato lo stesso delle ultime partite. Un primo tempo regalato agli uomini di Colantuono, che non hanno impensierito mai seriamente la retroguardia avellinese, se non in occasione di un colpo di testa di Salzano sul quale Radunovic non si è fatto trovare impreparato, ma che si sono ritrovati in vantaggio di una rete a zero al termine del primo tempo, grazie ad un rigore molto generoso concesso dall’arbitro Marini. Nella ripresa i lupi sono entrati in campo completamente trasformati, mettendo la giusta grinta, schiacciando il Bari nella propria metà campo. I biancoverdi grazie anche agli spunti del solito Bidauoi e all’ingresso di Verde, hanno trovato il gol del pareggio grazie a un rigore trasformato dall’attaccante numero 7 che è tornato al gol dopo molti mesi. Grande personalità per Daniele Verde, che si è assunto la responsabilità di calciare un rigore pesantissimo, nonostante in campo ci fossero due attaccanti come Castaldo e Ardemagni. Dopo il pareggio, i cambi di Novellino hanno trasformato l’Avellino in una macchina a trazione anteriore, che però non è stata in grado di costruire delle buone trame per portare a casa i 3 punti. Da sottolineare la buona prova del reparto difensivo, meno quella del centrocampo dove Moretti e Paghera hanno commesso qualche errore di troppo. Davanti gli attaccanti hanno lottato contro la difesa barese, senza però creare mai dei seri pericoli.

Mancano solo due giornate al termine di una stagione assai tormentata per l’Avellino, cominciata male a causa di una cattiva programmazione, caratterizzata da alti e bassi (i 9 risultati utili consecutivi, ma anche i 2 punti in 5 partite e le pesanti sconfitte contro Perugia e Ternana), condita dalla penalizzazione che in questo momento grava come un macigno sulle sorti dei lupi.

La salvezza ora passa per Salerno: ci aspetta un derby ancora più infuocato, da giocare senza paura, da giocare con il cuore, perchè “CON IL CUORE SI VINCE!”.

 

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