L’analisi – Avellino dr. Jekyll e mr. Hyde: l’antidoto si chiama Spal

L’analisi – Avellino dr. Jekyll e mr. Hyde: l’antidoto si chiama Spal

Lunedì il posticipo per un’altra gara serale che nasconde un obiettivo primario cambiare la rotta in trasferta

Se l’Avellino di Domenico Toscano fosse un romanzo, in questo momento sarebbe sicuramente “lo strano caso del dottor Jekyll e di mister Hyde”. La metamorfosi biancoverde avviene con puntualità svizzera quando la truppa guidata da capitan D’Angelo si allontana dal Partenio-Lombardi. Lontano dal fortino di via Zoccolari i lupi si trasformano in “mostro” inguardabile senza idee e grinta ed i numeri sono impietosi: fuori casa l’Avellino ha fatto meglio solo del Novara grazie al pareggio di Vicenza. Ha subito nove gol e riuscito a realizzare una sola marcatura contro un Verona già sazio. Numeri terribili. In casa come un medico scrupoloso imbriglia gli avversari e mette punti in cascina risultando essere tra le prime cinque di cadetteria tra le mura amiche. Non che i numeri per gol fatti e subiti siano eccezionali, sei realizzati e quattro subiti, ma per il momento questa è la forza biancoverde. La diagnosi di questa trasformazione potrebbe ritrovarsi non tanto nel “paziente” ma venir fuori anche analizzando l’avversario. Chi arriva in casa biancoverde ha sicuramente meno propensione ad attaccare di chi in casa vuol far valere il fattore campo. La forza d’urto dell’avversario di turno pesa e non poco sulla tenuta mentale e di sistema di gioco della squadra di Toscano. La mancanza di una vera e propria “identità” di gioco ti fa essere grande o piccolo anche in base all’atteggiamento di chi hai di fronte. Mister Toscano questo lo sa bene e passaggio dopo passaggio, turno dopo turno sta cercando di dare consapevolezza ad ogni singolo reparto. Per curare questa metamorfosi ci vuole un antidoto che potrebbe essere una vittoria fuori casa anche se la strada definitiva per non incorrere più in questa strana “trasformazione” sarebbe quella di fare di un sistema di gioco solido, la propria identità definitiva e non vivere di umori. La trasferta di Ferrara sarà un’occasione importante per dimostrare di aver trovato la cura a questa strana malattia e non ritrovarci a trasformare un romanzo in un detto popolare che sostiene: mentre il medico studia il malato…

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy