L’analisi – Avellino, la piazza non vuole avere più paura… è ora di darle ragione

L’analisi – Avellino, la piazza non vuole avere più paura… è ora di darle ragione

E’ difficile dopo un match come il derby con il Benevento capire se il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno ma la piazza ha maturato una certezza

L’Avellino cresce in consistenza e pare finalmente avere finalmente un assetto di gioco. Alcune lacune restano ma la squadra di Novellino nel doppio impegno casalingo ha dimostrato, fase dopo fase, di assorbire come una spugna i nuovi dettami tattici del nuovo corso tecnico. Ora arriverà la prova del nove nella insidiosa trasferta di Bari, lo spauracchio biancoverde di questa stagione è quello di essere irriconoscibile fuori casa. La certezza di un lavoro che va verso un miglioramento complessivo di tutti i meccanismi e da questo avere nuova sicurezza, dovrà venire fuori anche lontano dalle mura del Partenio-Lombardi. Solo attraverso prestazioni come quella di ieri l’Avellino potrà raggiungere il suo obiettivo: la salvezza. E non ci potrà essere discontinuità tra partite casalinghe o esterne, con avversari alla portata dei lupi o meno. La serie B non ammette squadre dal doppio volto, non lo hai mai fatto e non lo perdonerebbe nemmeno all’Avellino.

Il match di ieri rincuora un po’ tutti perchè i lupi visti nella prima frazione di gioco hanno praticamente sgretolato tutte le certezze di una squadra che ha messo in difficoltà ogni avversaria trovata sul suo cammino. Il Benevento ha sofferto e nel dopo partita lo hanno confermato anche i diretti interessati. Nei primi quarantacinque minuti la partita andava chiusa. Occasioni non concretizzate negli ultimi metri e qualche decisione al limite da parte della terna arbitrale sono stati gli unici intoppi di una partita che poteva essere perfetta. Anche dopo il pareggio ospite, con un Benevento che dimostrava di aver gamba rispetto ad un Avellino stanco, i lupi non si sono tirati indietro, ci hanno provato dimostrando che la paura sembra messa da parte. Paura che però riaffiora quando l’arbitro chiude il match. Quando tutti iniziano a fare i calcoli di una prestazione ma poi li devi confrontare con la classifica. Numeri che vanno ancora una volta contro e che non tengono conto di quello fatto in campo. Le dirette avversarie per la lotta a non retrocedere vincono tutte, sembrano sfuggire dalle mani di chi ha lottato per gioire ed ora si ritrova l’amaro in bocca. Non basta ancora eppure sembra che qualcosa a breve cambierà. Una sensazione che avverte chi aspetta un treno che non arriva mai e poi senti il fischio, in lontanza. Novellino nel post match ha ancora trovato errori in alcune fasi e fatto mea culpa di qualche scelta. Ha chiuso la conferenza stampa con un serafico “fatemi lavorare… bisogna lavorare”. Parole già sentite nei mesi precedenti ma con un suono diverso e con un significato dimostrato da appena due settimane di impegno. Ora l’Avellino deve crederci perchè la paura si batte solo cosi e quando non ci sarà più bisogno di essere rincuorati significherà che il “lavoro” avrà finalmente dato i suoi frutti. Ed ora la piazza ci crede. E’ ora di darle ragione.

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