L’analisi: Avellino-Perugia, cause di una debacle senza precedenti

L’analisi: Avellino-Perugia, cause di una debacle senza precedenti

…5 gol subiti in casa rappresentano una delle sconfitte più pesanti tra le mura amiche. Ma non ci si può affidare solo agli alibi in questi casi e bisogna prendere coscienza delle proprie responsabilità

Analizzare la partita di ieri tra l’Avellino e il Perugia da un punto di vista tecnico e tattico risulta molto difficile. La pesante sconfitta subita dagli irpini è frutto di una serie di concause, le quali in maniera diversa hanno inciso negativamente sulla prestazione dei lupi.

Innanzitutto è da bocciare in toto la direzione della terna arbitrale, specialmente le decisioni prese dal signor Manganiello di Pinerolo, che ha confermato il suo trend negativo con l’Avellino: 4 sconfitte, 3 pareggi e 2 vittorie. Un arbitraggio scadente e non all’altezza di questo campionato, caratterizzato da iniquità di giudizio, ha condizionato una intera partita, già dai primissimi secondi dopo il fischio inziale, quando su un cross di Belloni non viene sanzionato un evidentissimo fallo di mano in area di rigore del Perugia. Pesano anche le due espulsioni nel secondo tempo a danno dell’Avellino: i falli commessi da Djmisiti e Gonzalez sono stati puniti con il rosso diretto, decisioni anche queste molto discutibili. In generale è stato evidente come l’arbitro abbia applicato un diverso metodo di giudizio nei confronti delle due squadre: nel dubbio, ogni fischio e decisioni era quasi sempre a favore dei biancorossi, e situazioni identiche da ambo le parti sono state sanzionate in maniera differente.

Decisioni arbitrali a parte, il mancato turn-over si è fatto sentire tra gli uomini di Novellino, il quale ha schierato nel giro di sette giorni gli stessi undici, con la sola staffetta tra capitan D’Angelo e Belloni. Come ammesso dallo stesso tecnico di Montemarano, molti giocatori erano stanchi e privi di motivazioni e questo ha condotto la squadra ad una prestazione al di sotto della sufficienza. Il calo fisico era prevedibile e dopo 9 risultati utili consecutivi la striscia positiva è terminata. Un primo segnale era già arrivato martedì sera, nel turno infrasettimanale con la Pro Vercelli, dove è pur vero che la beffa è arrivata a pochi secondi dalla fine, ma in quel match la squadra aveva dato i primi cenni di cedimento.

Infine, ma non per questo meno importante, l’ambiente irpino è stato scosso dalle vicende extracalcistiche legate al calcioscommesse: la sentenza dello scorso venerdì, rinviata poi ad un’udienza bis prevista per il sette aprile prossimo, ha proposto delle pesanti condanne a carico della società con la richiesta di sette punti di penalizzazione da scontare in questo campionato oltre l’ammenda monetaria, nella figura del suo Presidente Walter Taccone e di Gigi Castaldo. La situazione però è ancora in fase di evoluzione e potrebbero verificarsi dei clamorosi colpi di scena.

Discorsi a parte, quello che resta è il verdetto del campo: 5 gol subiti in casa rappresentano una delle sconfitte più pesanti tra le mura amiche. Ma non ci si può affidare solo agli alibi in questi casi e bisogna prendere coscienza delle proprie responsabilità.

L’unica nota positiva di ieri è stato l’applauso e i cori di incitamento del pubblico biancoverde a fine gara, a dimostrazione che l’ambiente è dalla parte della squadra nonostante la sconfitta.

Ora come ora è importante archiviare questa sconfitta, ripartire con la stessa concentrazione mostrata fino ad ora, superare il contraccolpo psicologico e tornare a fare punti già dal prossimo impegno.

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