L’Analisi – La consapevolezza di essere l’U.S. Avellino…

L’Analisi – La consapevolezza di essere l’U.S. Avellino…

Una rimonta che a tratti ha confermato una dolce sensazione che non si vedeva da un po’ all’ombra del Partenio

di Pasqualino Magliaro, @pasmagliaro

Che spettacolo al Partenio-Lombardi. Che emozione. Una rimonta che ha confermato una dolce sensazione che non si vedeva da un po’ all’ombra del Partenio. I colori biancoverdi sono storicamente riconosciuti in una squadra legata al concetto di “lotta”, di chi ci mette più cuore che arte, più fiato che geometria. Nel calcio conta molto, qualcuno direbbe che è la cosa che conta di più. Lo ha ripetuto la tifoseria biancoverde negli ultimi anni quando qualcosa di quella linfa vitale del lupo è mancata. Oggi, quando becchi due gol capolavoro dopo che hai lottato e provato a metterti sullo stesso piano di un avversario costruito per la serie A, diventa difficile. Non impossibile se metti in campo quella consapevolezza di essere l’U.S. Avellino.

Quella che si è affacciata in questa stagione sotto le sembianze di mister Novellino e che si trasferisce in campo nella voglia di crederci sembra proprio essere lo spirito nel quale si riconosce un popolo. Chi parte titolare ma ancor di più chi entra dalla panchina lotta come un unico uomo quando le cose vanno risolte con il cuore e la grinta, quando non c’è altra chiave per emergere. Un concentrato di volontà e carattere che si vede in quel pallone recuperato e portato a centrocampo dopo il pareggio da Castaldo e compagni. Perchè puoi essere appagato di averla recuperata ma se dimostri di volerla vincere poi finisce che l’Empoli sparisce dal campo e tu diventi un gigante d’atri tempi. Oggi è stato cosi. Era successo anche in altre gare ma oggi è stato sicuramente lampante a tutti e soprattutto piacevole farselo ricordare. Come nel passato il fortino Partenio-Lombardi è ancora imbattuto e porta in dote 10 punti su 13 in classifica. Una squadra che segna undici volte e lascia per strada solo due punti contro il Venezia di Filippo Inzaghi. Il primo posto in classifica è un incrocio di risultati favorevoli che premiano un percorso iniziale molto positivo ma la consapevolezza di essere l’U.S. Avellino è una dote recuperata che ha maggior valore per il prosieguo della stagione. Basta questo. E’ davvero tanto ed è soprattutto bello essere ritornati quello che si è sempre stati.

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