L’Analisi – Reati, colpevoli e squalifiche: tra amici, falsi innocenti e puniti qualcosa non torna

L’Analisi – Reati, colpevoli e squalifiche: tra amici, falsi innocenti e puniti qualcosa non torna

L’Avellino paga ancora. Squalifiche e multe legate alla gestione del settore giovanile dello scorso anno portano in casa biancoverde una pagina nera firmata dal Tribunale Federale Nazionale

L’Avellino paga ancora. Squalifiche e multe legate alla gestione del settore giovanile dello scorso anno portano in casa biancoverde ancora una pagina nera firmata dal Tribunale Federale Nazionale.  Cinque deferimenti che portano i nomi di Walter Taccone, all’epoca dei fatti Presidente e legale rappresentante pro–tempore della Società US Avellino 1912 Srl, Rosario Lamberti, all’epoca dei fatti gestore in via di fatto del Settore Giovanile della Società US Avellino 1912 Srl, Vincenzo Vito, all’epoca dei fatti Dirigente Coordinatore dell’Attività Giovanile della Società US Avellino 1912 Srl, Arturo Di Pietro, all’epoca dei fatti tesserato in qualità di Dirigente Accompagnatore per la Società US Avellino 1912 Srl e di conseguenza anche la Società US Avellino 1912 Srl. 

Il presidente biancoverde paga “per avere omesso ogni cautela, controllo e vigilanza sulla effettiva sistemazione logistica di giovani calciatori minorenni tesserati nella stagione sportiva 2015-2016 per la US Avellino 1912 Srl facenti parte delle formazioni del Settore Giovanile” eppure da “buon padre di famiglia” aveva “scaricato”, tramite la sua difesa, le responsabilità di quanto avvenuto sul direttore sportivo Enzo De Vito, unica figura che ne uscirà pulito dalla questione. Il direttore sportivo pagherà con ogni probabilità sulla questione Riccio (a giorni il giudizio sul giocatore della Primavera messo fuori rosa e oggi nel ritiro biancoverde) ma questa è un’altra storia in cui l’avvocato pagherà senza colpa diretta. Si perchè la realtà dei fatti, quella della sentenza è un’altra. Un documento che parla di colpe, di amicizie e anche di falsi innocenti. Colpa dalla quale voleva sfuggire chi la società la presiede e che troppo spesso ha inteso il settore giovanile come cosa d’altri. Altri che come da sentenza risultano “non tesserati e non autorizzati a svolgere l’attività di intermediazioni in ordine al reclutamento, scelta e successivo tesseramento di giovani calciatori da destinare all’attività delle varie formazioni del settore giovanile per la predetta stagione sportiva” in riferimento alle posizioni di dei signori Rosario Lamberti e Vincenzo Vito. Una pagina nera insomma scritta di proprio pugno che riguarda la gestione di un club di cui fa parte la prima squadra, primavera o rapporti interni alla società. A ricordarlo al presidente è stata la giustizia sportiva nonostante lo scarica barile. Una sentenza in cui ci sono denunce chiare che parlano di “amicizie” (il settore giovanile veniva gestito, da tale Lamberti Rosario amico di vecchia data del Presidente Taccone, che in qualche modo, contravvenendo a quanto disposto dall’art. 10 CGS, ne assecondava la conduzione, nonostante che il soggetto fosse non tesserato ed estraneo all’ordinamento Federale) e di furbate (che il Presidente potesse non sapere come andassero le cose tra i giovani tesserati dell’US Avellino 1912 Srl appare circostanza del tutto singolare oltre che non giustificabile, attesa la delicatezza di quel settore) e di atti alla Ponzio Pilato come le scuse dopo Lacedonia (lanciando un comunicato datato 31.12.2015, definito un vero e proprio “atto di dolore”, e facendo anche “ammenda di questa scelta errata”, riferita alla decisione di affidare il settore ad un collaboratore non all’altezza della situazione, il Prof. Taccone concludeva il suo atto, quasi di resipiscenza, chiedendo “scusa al Sig. Sindaco di Lacedonia e a tutta la popolazione del comune per i disservizi creati”).

Ora c’è una sentenza che spiega tutto, che deferisce e fa i nomi dei colpevoli e che fa capire che anche affidarsi a qualcuno porta delle responsabilità. Basta dire i nomi, quelli veri, e magari anche non lavarsene le mani quando sono pulite.

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