L’analisi – Tra imbarazzo e rabbia forse in futuro benediremo questa sconfitta

L’analisi – Tra imbarazzo e rabbia forse in futuro benediremo questa sconfitta

L’Avellino buca la prima uscita ufficiale e viene eliminato dalla Coppa Italia

Di sicuro uno dei momenti più emozionanti per l’Avellino degli ultimi anni è quello legato alla trasferta di Torino per la sfida di Coppa Italia alla Juventus. Ricordi indelebili per una squadra e una tifoseria che sempre più spesso vengono promosse e accostate a sfide di questo livello, nelle categorie più importanti. Ieri ad aspettare i biancoverdi c’era la Sampdoria, altra squadra dall’illustre passato, per un’altra sfida di Coppa Italia che avrebbe dato entusiasmo e un altro giusto palcoscenico all’Avellino. Naturalmente i blucerchiati andavano guadagnati battendo in casa il Bassano Virtus, squadra di categoria inferiore giovane e veloce, che quando ha saputo di ospitare l’Avellino in casa perchè giù in Irpinia manca “l’erbetta al campo”, ha subito pensato di fare almeno bella figura tra la sua gente. Metti poi che l’Avellino parte per una sorta di gita fuori porta, che in campo scende una squadra senza 3 o 4 titolari (anche non schierati tanto bene) e accostaci il pensiero “tanto è calcio d’agosto”: ecco che il Bassano se ne va al Luigi Ferraris e l’Avellino rimane in un angolo tra l’imbarazzo e la rabbia dei tifosi.

L’imbarazzo non è legato tanto alla sconfitta ma a come è arrivata: Il conto degli angoli dopo trenta minuti risultava sul 7 a 1 per gli avversari con l’Avellino che non aveva fatto nemmeno un tiro in porta. Una sorta di finzione scenica da “Fight Club” colpisce l’insuperabile Frattali sul primo gol dopo che i compagni lo avevano fatto prendere a pallonate da ogni direzione. Poi in pieno clima di allenamento, mentre si discute “giustamente” su come marcare un calcio d’angolo, Rantier pensa di chiudere la partita direttamente da corner. Mettici nel mezzo un cambio uomo e modulo dopo appena trenta minuti, palloni restitutiti agli avversari addirittura per contro fallo laterale e Toscano che in sala stampa afferma con candida onestà: “Abbiamo reagito nei primi dieci minuti della ripresa poi…”.

E’ onestamente difficile riprendere le fila di un discorso con questi presupposti ma in realtà qualcosa da sottolineare c’è. Questa sconfitta cosi imbarazzante può servire, deve servire. Manca meno di un mese all’inizio del campionato e si è capito in anticipo che c’è qualcosa da fare. Se il calcio di agosto porta gambe pesanti e fiato corto certo è che sul piano mentale l’Avellino e alcuni suoi effettivi, si sono sgretolati come la scorsa stagione. Toscano dovrà costruire certezze magari attraverso qualche amichevole di prestigio. “Al momento questi siamo, dobbiamo lavorare” poche parole di consapevolezza che seppur amare fanno bene a chi ha un vantaggio: il tempo di poter raddrizzare le cose.

La società può raccogliere il messaggio finale del tecnico e valutare il da farsi vendendo e acquistando li dove qualcosa è mancato dal punto di vista tecnico. Mister Toscano può comprendere a pieno quali sono i giocatori che vogliono sudare la maglia davvero e non con uno slogan da imbonitori di piazza. I tifosi possono portare pazienza e pensare che adesso si partirà da un’interpretazione sbagliata di quello che la piazza pretende.

Si è persa una trasferta a Genova. Si è fatta una brutta figura. Tutto questo però può essere oro colato adesso che c’è ancora tempo. Per una volta l’Avellino ha il vantaggio di iniziare un campionato con certezze e non con indizi. Certezze negative da rendere positive nel minor tempo possibile e raccontare subito altri scenari già con il Brescia al Partenio-Lombardi.

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