Non erano scarsi ma allenati male, ora Novellino dovrà gestire la nuova primavera dei lupi

Non erano scarsi ma allenati male, ora Novellino dovrà gestire la nuova primavera dei lupi

Battere la capolista con una prestazione esemplare, con i biancoverdi che hanno saputo prima soffrire e poi mordere al collo è chiara dimostrazione di una squadra che adesso è consapevole dei propri mezzi

“Ho solo inciso sulla parte mentale dei ragazzi”. Quando in sala stampa si chiede a mister Novellino quale sia stata la sua magia per trasformare un Avellino da ultimi posti in classifica in una formazione che batte la capolista, il tecnico di Montemarano liquida cosi la questione. Dettami tattici, ripresa atletica e tanta educazione al palleggio sono passati in secondo piano perchè i calciatori a sua disposizione non erano scarsi ma solo allenati male. Battere la capolista con una prestazione esemplare, con i biancoverdi che hanno saputo prima soffrire e poi mordere al collo l’avversario è chiara dimostrazione di una squadra che adesso è consapevole dei propri mezzi. E così ad Avellino si vive una nuova primavera, una nuova stagione ancora fortemente compromessa in termini di numeri dal nefasto passato ma che ora poggia su una base di positività e serenità che può stupire. Proprio come è successo ieri. Uno spogliatoio carico a mille in cui si respirano boccate di tranquillità e allegria spesso accompagnate dai video del documentarista Ardemagni che lo certificano. Un allenatore che durante i novanta minuti sembra una furia e dopo una vittoria importante come quella contro la prima della classe predica lavoro, lavoro e ancora lavoro. Si perchè Novellino sa bene che adesso bisogna battere sul fronte opposto delle difficoltà psicologiche incontrate al suo arrivo. Ora bisogna rimanere con i piedi per terra e equilibrare l’entusiasmo di questa nuova primavera. Sarà soltanto cosi che l’Avellino continuerà a stupire. Ora c’è la trasferta di Cittadella poi il Vicenza in casa. C’è una squadra che ha trovato un assetto in fase difensiva da far paura e che riesce a ripartire, pungere e far male. Una squadra che riesce anche a imporre i ritmi di gara, abbassandoli con un palleggio che non si vedeva da tempo e accellerando in maniera da portare gli avversari a boccheggiare e fare fallo. Ora c’è una nuova consapevolezza, una nuova stagione da vivere con la giusta cattiveria e determinazione, il giusto allenatore e la giusta squadra che questa piazza invocava da inizio stagione.

 

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