Novellino alzi la voce: aziendalisti non ne vogliamo

Novellino alzi la voce: aziendalisti non ne vogliamo

10 Gennaio 2017. Partenze e nessun arrivo.

10 Gennaio 2017. Partenze e nessun arrivo.

Ieri abbiamo salutato Benjamin Mokulu partito alla volta di Frosinone, nessun comunicato da parte della nostra società (QUI un approfondimento sulla vicenda) fino a pochi minuti fa, quando la dirigenza si è accorta di avere un calciatore in meno in rosa e ne ha ufficializzato con 24 ore di ritardo la vendita…

Ma com’ è possibile che sia tutto così fermo?

Siamo terzultimi a 21 punti, un girone d’andata iniziato sulla falsa riga dello scorsa metà di campionato. Una squadra che per mesi è stata allo sbando, come se fosse stata abbandonata a se stessa, poi l’arrivo di Walter Novellino.

Allenatore esperto alla ricerca di nuove soddisfazioni calcistiche dopo la défaillance palermitana. Immagino che nell’incontro con la società, prima di firmare il contratto, Novellino abbia sottolineato la necessità di rinforzi, urgentissimamente, affinché la situazione non precipitasse, nonostante i la vittoria con la Salernitana ed il pareggio col Latina, 4 punti che sono aria fresca.

Dieci di Gennaio e giocatori, innesti, non se ne vedono. Gucher fa il prezioso (ma siamo davvero convinti che a “no convincerlo” sia l’ingaggio offerto? ndr); altri nomi che è meglio non menzionare in quanto impossibili, classiche voci di mercato che fanno audience ma non vi è nulla di vero.

Mister Walter Novellino faccia sentire la sua voce allora. Si comporti da prepotente nei confronti della società e non da aziendalista convinto.

Perché le promesse vanno mantenute, ma vanno mantenute secondo le clausole decise prima, non modificandole come siamo stati abituati a vedere nelle ultime stagioni (da Rastelli in primis ndr). Abbiamo bisogno di uomini freschi subito, che si adattino agli schemi di gioco. Non possiamo attendere il 31 gennaio perché ci vuole preparazione, ed anche tanta, affinché gli innesti di gennaio entrino subito al meglio nello spogliatoio. Attendiamo fiduciosi.

Magari sorpresi da un comunicato che spiazzi tutti e faccia tornare il sorriso. Già, il sorriso. Vabbè, lasciamo stare…

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