Serie D – Troppi torti arbitrali, il Ladispoli presenta dossier in Parlamento

Serie D – Troppi torti arbitrali, il Ladispoli presenta dossier in Parlamento

di Redazione Sport Avellino

Nel campionato di Serie D girone G, dove l’Avellino Calcio è alla ricerca del primato con solo nove gare a disposizione e sei punti da recuperare al Lanusei, in quel di Ladispoli tiene banco l’atteggiamento punitivo assunto dagli arbitri nelle gare disputate dalla omonima società. Venti i rigori fischiati contro la società in 29 gare sinora disputate, tanto da spinger il consigliere comunale Giovanni Ardita, con delega ai rapporti con le società sportive locali, a richiedere all’onorevole Giorgia Meloni un’interrogazione parlamentare apposita sulla vicenda con allego un dossier dove saranno citate tutte le gare in cui gli arbitraggi hanno inciso in modo decisivo: “Le ripetute vessazioni commesse dagli arbitri ai danni dell’Unione Sportiva Ladispoli saranno oggetto di un’interrogazione parlamentare che chiederemo all’onorevole Giorgia Meloni di presentare al ministro dello sport. L’amministrazione comunale non assisterà passivamente al perpetrarsi di ingiustizie nei confronti della squadra che rappresenta la nostra città nel prestigioso campionato di Serie D”.

L’ultima gara, disputata dal Ladispoli contro l’Ostiamare, si è conclusa con 5 espulsioni ai danni della squadra locale – 2 i rossi conquistati sul campo, i restanti inflitti ad allenatori e dirigenti seduti in panchina – un atteggiamento considerato dalla società e dal consigliere comunale come vessatorio: “I fatti accaduti domenica scorsa – dice Ardita – sono l’ultimo tassello di un puzzle che qualcuno ha iniziato a comporre sin dalle prime giornate di campionato. Sono i numeri che confermano questa sensazione, il Ladispoli si è visto fischiare contro 20 calci di rigore in 29 partite, personalmente ho assistito a gare in cui gli arbitraggi sono apparsi incomprensibili. Aggiungiamoci le ripetute espulsioni ai danni dei giocatori rossoblu ed ecco delinearsi uno scenario inquietante. Potremmo citare le partite di Cassino, Lanusei, Albalonga, Castiadas, fino a domenica scorsa con l’Ostia Mare e molte altre, l’elenco sarebbe lunghissimo. La nostra iniziativa riguarda la difesa non soltanto della squadra calcistica, ma soprattutto dell’immagine della città che trova nello sport la sua espressione popolare più coinvolgente. Dopo quasi tre lustri l’Unione Sportiva, grazie ai sacrifici della società del presidente Paris, è riuscita a tornare a calcare il palcoscenico della Serie D, non permetteremo a nessuno di danneggiare il Ladispoli, l’amministrazione sarà sempre vicina ai tifosi ed alla dirigenza in tutte le sedi opportune dove manifestare la nostra protesta.”

 

L’attenzione del consigliere comunale si concentra anche sugli sforzi sinora compiuti dall’amministrazione sull’ammodernamento dello stadio e sulla volontà di coinvolgere alcuni esponenti in Parlamento di Fratelli d’Italia: “Oltretutto si stanno colpendo anche le iniziative adottate dall’amministrazione del sindaco Grando per lo stadio Angelo Sale dove è stata realizzata la tribuna per i tifosi ospiti e si sono messi in moto i meccanismi per arrivare al finanziamento della copertura da parte del Credito sportivo. Stiamo contattando il gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia per preparare un’interrogazione al ministro dello sport, segnalando cosa accade nel Girone G della Serie D, nella speranza che la Lega Dilettanti si decida ad intervenire, inviando arbitri all’altezza della situazione. Nel contempo, invitiamo tutti i cittadini di Ladispoli a stringersi attorno alla squadra, a seguire in massa le partite dei rossoblu, ricordiamo sempre che la Serie D è un patrimonio non so lo sportivo di tutta la collettività. Domenica prossima il Ladispoli, decimato dall’arbitraggio con l’Ostia Mare, sarà impegnato sul campo del Trastevere, gara proibitiva, ma speriamo che i rossoblu possano finirla in 11 giocatori e che non ci siano altri calci di rigore da teatro dell’assurdo”.

Il documento: La lettera del senatore, quel brindisi fra l’arbitro e De Mita

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